Roma – Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto “Salva-Italia” firmato ieri dal Presidente della Repubblica, sono stati approvati, tra le altre misure, nuovi provvedimenti che interessano il settore automotive. E’ entrato direttamente in vigore un aumento delle accise sui carburanti, con le aliquote su benzina e diesel in rialzo rispettivamente di 8,2 e 11,2 centesimi al litro. Applicando alle accise l’Iva al 21%, l’incremento dei prezzi alla pompa arriva a 9,9 centesimi per la benzina e 13,6 per il gasolio. Il GPL costerà 2,6 centesimi in più al litro, mentre l’accisa sul metano è stata ritoccata di 0,00331 Euro al metro cubo. Dall’1 gennaio 2013, inoltre, scatterà un ulteriore rincaro di 0,0005 euro al litro per benzina e gasolio. Confermata, infine, a partire dal 2012, anche l’addizionale sul bollo auto per le vetture sopra i 185 kW, pari a 20 Euro per ogni kW di potenza al di sopra di questa soglia, indipendentemente dall’anno di immatricolazione.
<<Comprendiamo la necessità di adottare misure di emergenza in questa delicatissima fase, in cui il nostro Paese è chiamato ad uno sforzo di coesione per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio – ha commentato Eugenio Razelli, presidente di Anfia – Questo non significa, tuttavia, ignorare la situazione di estrema debolezza economica che grava sulla nostra filiera, per uscire dalla quale ci aspettiamo un impegno altrettanto significativo in termini di misure per la crescita, con interventi che diano sostegno alle imprese, favorendone gli investimenti, e impulso al mercato. Siamo quindi disponibili ad un confronto con il Governo per formulare le nostre proposte al riguardo. Guardando nello specifico al nostro settore, torniamo a chiedere l’abolizione dell’IPpt, imposta unica in Europa, che non avrebbe più ragione di esistere con la soppressione delle Province prevista dalla cosiddetta “manovra estiva” (Decreto Legge 13 agosto 2011 n. 138) e a ribadire l’esigenza di lavorare sulle voci di spesa relative alla gestione dell’autovettura per mantenere la mobilità accessibile, favorendo l’adozione di nuove tecnologie per abbassare i costi, per esempio dell’assicurazione, e ridurre la congestione del traffico>>.
<<La nuova addizionalesottolinea Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae porterà nelle casse dello Stato molto meno dei 168 milioni di euro annui stimati dai tecnici ministeriali. Essa, infatti, oltre ad avere effetti davvero gravi sui bilanci degli operatori di questo settore (soprattutto a causa del deprezzamento che ne deriverà sull’usato), determinerà una netta riduzione delle vendite di questa tipologia di vetture, con significativa perdita di Iva, Ipt e bollo (in media, complessivamente più di euro 15.000 per vettura ). Considerato il ruolo trainante per l’economia, che da sempre viene annesso al settore automotive l’Unrae auspica che nell’iter di conversione della manovra possano essere apportate le necessarie modifiche che attenuino gli effetti negativi sia dell’aumento delle accise sia del nuovo superbollo. L’Unrae ha già chiesto con urgenza al Governo un incontro in cui poter analizzare iniziative a favore della mobilità sostenibile e della sicurezza della circolazione, che possano dare un significativo impulso ad un mercato che sta esprimendo molto di meno del suo potenziale, e che è, invece, fondamentale per l’economia del Paese>>.
Il comitato esecutivo di Federauto, che rappresenta i 3.600 concessionari di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, di tutti i brand commercializzati in Italia (1 milione 200mila addetti tra reti di vendita e assistenza, compreso l’indotto), ha deliberato oggi di non scendere in piazza, pur avendo il potere di creare serie difficoltà a una larga parte della mobilità su gomma.
<<Si tratta – ha detto il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchidi una scelta responsabile, come è nostra consuetudine, per non arrecare una grave difficoltà ai cittadini e perché ci rendiamo conto che il presidente Monti non ha alternative per impedire il fallimento del nostro Paese. Lo diciamo noi che da qualche mese siamo al centro di una serie di violenti aumenti dell’ imposizione fiscale, alle nostre aziende e ai nostri clienti. Ricordiamo il rincaro dell’Iva, dell’Ipt, delle accise sui carburanti, del superbollo per le auto prestazionali, nuove e usate. Nessuno più di noi avrebbe diritto di scendere in piazza, di erigere barricate, ma anche questa volta ha prevalso la via del dialogo con le Istituzioni. Per questo – ha concluso Pavan Bernacchi – chiediamo al governo Monti e ai suoi Ministri di programmare urgentemente un incontro per studiare scelte in grado di trainare il comparto fuori dal pantano in cui versa. Vanno benissimo i tagli alle spese e le tasse ma è ora di parlare di sviluppo e, come in passato, i tanto tartassati autoveicoli si candidano a traghettare la ripresa>>.
Sull’argomento aumento del prezzo dei carburanti, Confetra, Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, rende noto che <<condivide l’analisi della Cna/Fita sulla difficoltà della situazione dell’autotrasporto, ulteriormente aggravata dall’ultimo rialzo del prezzo del gasolio e sul drammatico momento vissuto dal Paese. La Confetra  – si legge in una nota ufficiale – è sempre stata disponibile ad un confronto responsabile ed accoglie l’invito a ricercare insieme soluzioni equilibrate che distribuiscano i maggiori oneri su tutta la filiera, mettendo da parte diffidenze e pregiudizi e prescindendo dall’attuale sconclusionato assetto legislativo>>. (ore 19:00)