Pomigliano d’Arco – Dentro la festa, fuori la protesta.  Dentro: Fiat è sbarcata nel Nuovo Mondo, il mondo che lavora, dell’orgoglio, dell’Italia che rinasce arbitra del proprio destino.  Per farlo non ha dovuto attraversare oceani. Il Nuovo Mondo della Fiat è a Pomigliano d’Arco, stabilimento “Giambattista Vico” dove nasce la Panda terza generazione tenuta a battesimo dalla stampa internazionale insieme con Olivier Francois (responsabile del brand Fiat), Roberto Giolito (l’uomo che ha disegnato la nuova Panda),  Mauro Pierallini (responsabile della parte tecnica), Stefan Ketter (direttore dello stabilimento di Pomigliano).
Fuori. Mentre avveniva lo “storico” sbarco, sull’altra sponda, il Vecchio Mondo ha continuato a protestare contro accordi, che contesta e non accetta, che hanno ridefinito le nuove relazioni tra azienda e sindacati, e continua a proporre slogan di tempi che non ci sono più e posti di blocco fine a se stessi  controllati a distanza da forze dell’ordine disposte strategicamente perché non fosse turbata la festa dedicata alla Panda.
Cominciata con i ministri Passera e Fornero in una visita lampo al rinato stabilimento napoletano, prima che arrivassero i giornalisti invitati a partecipare all’evento, guidati dal presidente del Gruppo Fiat, John Elkann, e dall’a.d. Sergio Marchionne.
Il “giorno della Panda”  è stato il giorno della celebrazione di un impegno realizzato con uno sforzo finanziario da 800 milioni di euro che ha messo al centro del progetto l’elemento umano. Del precedente stabilimento rimane solo il nome. All’ interno oggi c’è una grande famiglia, per ora solo di 600 unità che saranno portate progressivamente a oltre 1.000 man mano che la produzione della Panda entrerà a regime (1.050 al giorno).
I segni del cambiamento. La grande famiglia della rinascita non ha più la tuta blu ma bianca; non ci sono più lavoratori o maestranze ma <<colleghi che lavorano sulla linea>>, la definizione è di Marchionne, il quale nel suo intervento ha sferrato un attacco frontale <<agli scettici, ai detrattori, agli antagonisti ai quali rispondiamo con i fatti. Chi ancora dubita che in questo stabilimento si possono fare le cose e farle bene, non ha che da venire qui, vedere i reparti della fabbrica e parlare con la gente che ci lavora. Chi ancora dubita che nel Sud d’Italia si possa creare una nuova cultutra industriale, non ha che da venire qui>>.
Sud capace di cambiare ma che non ha potuto e saputo salvare lo stabilimento di Termini Imerese. Un rammarico che Marchionne ha espresso senza rinunciare ad evidenziare la stringente logica industriale che l’a.d. di Fiat ha evidenziato anche parlando di Pomigliano <<che non era e non è la soluzione ottimale da un punto di vista puramente industriale. Lo abbiamo fatto perché, nel limite del possibile e senza pregiudicare la solidità della nostra azienda, riteniamo sia un nostro dovere privilegiare il Paese in cui  Fiat ha le proprie radici>>.
Il destino della Fiat. Della nuova Fiat. Comincia, quindi,  da Pomigliano d’Arco e dalla nuova Panda che <<sono l’esempio del senso di responsabilità che sta dietro le nostre scelte. I primi a meritare queste scelte, per la loro passione, per quello che hanno dimostrato di sapere fare e per avere abbracciato con noi questa sfida, sono le persone che lavorano qui, che non si sono lasciate distrarre da chi ci ha attaccati e da chi non credeva in noi (attacco alla Cgil e alla Fiom, ndr) ed hanno messo le loro qualità in questo progetto.  Sono l’esempio che possiamo dire no a un tipo di Paese che non ci piace. Oggi noi possiamo scegliere quale Italia essere>>.
Il momento della dimostrazione: <<Solamente le cose che facciamo – ha detto Marchionne – ciò che costruiamo, ci rendono ciò che siamo. Si tratta di un concetto semplice e diretto che contiene l’unica verità su cui si è basata la rinascita della Fiat otto anni fa e più di recente anche quella della Chrysler. Questo approccio è anche il solo che, a mio parere, è in grado di guidare l’Italia verso un nuova fase di crescita economica… Questa è l’Italia che ci piace e che piace al mondo>>. (ore 15:00)

Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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