Torino – Dati tutti positivi per Fiat Industrial al primo anno come società quotata in Borsa. I ricavi sono stati pari a 24,3 miliardi di euro in crescita del 13,8% rispetto all’anno precedente per effetto della crescita a due cifre di tutti i settori; l’utile della gestione ordinaria, pari a 1,7 miliardi di euro, è aumentato di 0,6 miliardi di euro rispetto al 2010, con il contributo di tutti i settori alla crescita del margine sui ricavi (+1,8 punti percentuali al 6,9%), trainato dalla continua forte performance di Cnh (margine sui ricavi in aumento di 2 punti percentuali all’8,3%); l’utile netto è stato pari a 701 milioni di euro, rispetto ai 378 milioni di euro del 2010; l’indebitamento netto industriale è sceso a 1,2 miliardi di euro (1,9 miliardi di euro a fine 2010) per effetto della forte performance operativa. La liquidità disponibile (che include 1,6 miliardi di euro di linee di credito non utilizzate) è salita a 7,3 miliardi di euro (5,7 miliardi di euro al 31 dicembre 2010).
Il Consiglio di amministrazione, pertanto, intende proporre un dividendo totale per il 2011, per le tre classi di azioni di Fiat Industrial S.p.A., di 240 milioni di euro.
Alla luce di questi riscontri Fiat Industrial si aspetta di migliorare ulteriormente la performance nel 2012, con ricavi di circa 25 miliardi di euro, risultato della gestione ordinaria tra 1,9 e 2,1 miliardi di euro, risultato netto di circa 0,9 miliardi di euro e indebitamento netto industriale tra 1 e 1,2 miliardi di euro. Il Consiglio di amministrazione ha stabilito, come linea guida generale, che proporrà pagamenti di dividendi per un ammontare tra il 25% e il 35% dell’utile netto consolidato, fissando a 150 milioni di euro il totale minimo della distribuzione di dividendi.
I ricavi del Gruppo sono aumentati del 13,8% a 24,3 miliardi di euro, con una crescita a due cifre per tutti i settori.
Il settore macchine per l’agricoltura e le costruzioni (Cnh) ha registrato ricavi pari a 13,9 miliardi di euro, in aumento del 16,7% rispetto al 2010 (+22,5% in dollari), grazie alla significativa crescita dei volumi in tutti i comparti e al più favorevole mix prodotto per le macchine per l’agricoltura. I ricavi delle macchine per l’agricoltura sono aumentati del 17%, con un continuo
andamento positivo della quota di mercato per i trattori in Europa e nel segmento dei trattori ad alta potenza in Nord America, beneficiando della richiesta di macchine omologate Tier 4A/Stage IIIB, nonché per le mietitrebbiatrici in Nord America e nell’area Asia-Pacifico. I ricavi delle Macchine per le Costruzioni sono aumentati del 25%, registrando una crescita in tutte le aree geografiche; la performance della quota di mercato complessiva è risultata in linea con l’andamento
del mercato sia per le macchine leggere sia per quelle pesanti.
I veicoli industriali (Iveco) hanno registrato un aumento dei ricavi del 15,1% a 9,6 miliardi di euro, riflettendo un significativo miglioramento della domanda nella maggior parte dei principali mercati dell’Europa Occidentale, ancorché con segnali di rallentamento nella seconda parte dell’anno, e il permanere di condizioni di mercato positive in America Latina. Nell’anno le consegne totali (inclusi autobus e veicoli speciali) sono salite del 18,3% a 153.384 veicoli, con i veicoli leggeri in crescita del 19,6%, i veicoli medi del 24,0% e quelli pesanti del 21,0%. Per area geografica, le consegne sono aumentate del 12,3% in Europa Occidentale, del 28,9% in America Latina e del 25,8% in Europa Orientale.
Il business Powertrain (Fpt Industrial) ha realizzato ricavi pari a 3,2 miliardi di euro, in crescita del 33,3% grazie al forte incremento dei volumi determinato dall’aumento della domanda da parte dei settori del Gruppo e dei clienti esterni.
L’utile della gestione ordinaria del Gruppo, pari a 1,7 miliardi di euro, è stato superiore di 0,6 miliardi di euro (+54,4%) rispetto a quello del 2010: i maggiori volumi di vendita di tutti i settori hanno determinato la crescita del margine sui ricavi di 1,8 punti percentuali al 6,9%.
Cnh ha realizzato una forte performance con un utile della gestione ordinaria di 1.154 milioni di euro (755 milioni di euro nel 2010) e il margine sui ricavi all’8,3% (6,3% nel 2010) per effetto dell’aumento dei volumi, del mix più favorevole e dei migliori prezzi di vendita netti.
Iveco ha registrato un utile della gestione ordinaria di 490 milioni di euro (270 milioni di euro nel 2010), con il margine sui ricavi in crescita di 1,8 punti percentuali al 5,1%, grazie in particolare al forte aumento dei volumi, nonché all’ottimizzazione dei costi di produzione.
Fpt Industrial ha registrato un utile della gestione ordinaria di 107 milioni di euro, rispetto ai 65 milioni di euro del 2010, principalmente per effetto dell’incremento dei volumi. Il margine sui ricavi è aumentato di 0,6 punti percentuali al 3,3%.
L’indebitamento netto industriale a fine anno è di 1,2 miliardi di euro (1,9 miliardi di euro a fine 2010), grazie alla forte performance operativa. La liquidità disponibile (che include 1,6 miliardi di euro di linee di credito disponibili non utilizzate) è salita a 7,3 miliardi di euro (5,7 miliardi di euro a fine 2010).
Nel mese di marzo 2011 il Gruppo ha emesso un prestito obbligazionario ripartito in due tranche: un miliardo di euro con scadenza a marzo 2015 e 1,2 miliardi di euro con scadenza a marzo 2018. Nel mese di novembre Cnh Capital ha emesso un bond per un importo di 500 milioni di dollari con scadenza a novembre 2016.
Da parte sua, il Consiglio di amministrazione Fiat, riunitosi quest’oggi, ha deliberato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari per un ammontare complessivo fino a 3 miliardi di euro ,o importo equivalente in altra divisa , da collocarsi presso investitori istituzionali. I prestiti obbligazionari potranno essere emessi, in una o più tranches, anche attraverso società controllate, entro il 31 dicembre 2013, subordinatamente alle condizioni del mercato. Le emissioni perseguono l’obiettivo di un’ottimale gestione del debito consolidato, anche in considerazione delle future scadenze. (ore 10:19)

NO COMMENTS

Leave a Reply