Roma – <<Concordo pienamente con il presidente di Federauto sulla necessità che gli incentivi ai veicoli ecologici debbano essere strutturali e pluriennali per raggiungere obiettivi duraturi e significativi. Voglio aggiungere che soprattutto in  un momento di grave crisi e di quotidiana difficoltà per molti italiani, il provvedimento di incentivazione aiuta con un buon risparmio economico, grazie ai prezzi convenienti di Gpl e metano,  chi è in possesso di un’auto con qualche anno di vita e potenzialmente in difficoltà nell’acquisto di una nuova. Peccato che i fondi disponibili siano davvero esigui>>.
Lo ha dichiarato Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas, a commento delle critiche avanzate da Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, Federazione italiana concessionari Auto, causate dall’annuncio dell’avvio, l’1 marzo, di un’iniziativa di incentivazione per la trasformazione a gas di autoveicoli e mezzi commerciali leggeri Euro 2 ed Euro 3.
<<Purtroppo – prosegue Tramontano – e sottolineo purtroppo, non si tratta di un nuovo stanziamento ma di un residuo di un finanziamento del ministero dell’Ambiente che risale al 2005, che si è reso disponibile grazie ad una gestione trasparente, attenta e meticolosa, permettendo di rimettere a disposizione dei cittadini circa 2 milioni di euro che produrranno ecologia e risparmio>>.
Il Consorzio Ecogas precisa inoltre che l’intervento, pur esiguo, di incentivazione, denominato Icbi, Iniziativa carburanti a basso impatto, rappresenta lavoro per un settore allo stremo. Inoltre, il maggior giro d’affari generato in pratica azzera l’esborso dello Stato, grazie alle maggiori entrare in termini di Iva e imposte.
<<Incentivi a saldo zero per l’erario e nuovo lavoro per il Paese – conclude Tramontano – sono le ragioni che in questo momento ci spingono a continuare a chiedere il rifinanziamento non solo degli incentivi Icbi, di grande spessore in quanto la formula della convenzione fra Comuni ha dato vita ad un forum permanente di confronto sulla mobilità degli oltre 600 comuni italiani che aderiscono, ma anche degli Mse, di competenza del ministero dello Sviluppo Economico: rivolti agli autoveicoli di tutte le categorie Euro, in tutta Italia, sono terminati già la scorsa primavera>>.
Il contributo statale per le auto a gas, siano esse proposte dalla casa o trasformate successivamente, agevola il cittadino nel passare da un carburante tradizionale ad uno alternativo a più basso costo di esercizio. Si tratta quindi di un intervento non solo di grande valenza sociale e ambientale, ma anche industriale: la quasi totalità degli impianti di alimentazione a gas (compresi quelli utilizzati dall’industria automobilistica) è prodotta da aziende italiane. Queste piccole e medie aziende sono leader mondiali della tecnologia e il rafforzamento della domanda interna ha permesso loro di essere ancora più competitive nei mercati stranieri, soprattutto in quelli emergenti. (ore 15:30)

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