Roma – Sempre più donne utilizzano l’auto per i propri spostamenti. Maggiore “utenza attiva della strada” a fronte di una maggiore autonomia femminile e una maggiore presenza delle donne nella vita sociale. È pur vero, però, che fra tutti i sistemi di trasporto quello su strada è di gran lunga il più pericoloso e gli incidenti, seppur in calo, rappresentano ancora oggi, un fenomeno drammatico. I dati sono impietosi. Ogni giorno, in Italia, si verificano in media, secondo gli ultimi dati dell’Istat che saranno pubblicati sulla VII edizione della Guida alla Sicurezza Stradale di Viasat Group, 579 incidenti stradali (211.404 l’anno), che provocano la morte di 11 persone (4.090 l’anno) ed il ferimento di altre 829 (302.735 l’anno).
Restringendo il campo di analisi, le donne rimaste ferite sono 117.470 mila, mentre quelle purtroppo decedute sono 841 (20,56% del totale). Tra di esse la prima fascia di rischio si conferma quella da 20 a 24 anni, seguita dalle over 75 a causa del maggior coinvolgimento delle donne anziane come pedone. Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna sono le Regioni dove si registrano più donne vittime a seguito di un incidente stradale. Venerdì e Sabato i giorno in assoluto più a rischio, luglio il mese più nero, la strada extra-urbana la più pericolosa,.
Le statistiche evidenziano un altro aspetto importante. Le donne conducenti rimaste vittime della strada sono 304 (quasi l’11% del totale) e oltre 62 mila quelle rimaste ferite (il 30% del totale). Come passeggere, invece, sono oltre 43 mila quelle rimaste ferite (contro i 30 mila dei maschi) e 315 quelle decedute (324 dei maschi). Infine, sono ben 11.780 le donne che sono state investite (pedoni) sulle strade (un numero superiore ai maschi) e 222 le vittime. Di queste gli anziani rappresentano la categoria più a rischio: la fascia d’età tra 70 e 84 è quella più drammaticamente colpita.
Un ultimo dato. La sicurezza stradale, per le donne, è strettamente connessa alla loro incolumità. Infatti i pericoli della strada non sono costituiti soltanto dalla possibilità di incidenti, ma anche dal rischio di subire aggressioni, rapine e violenze di ogni tipo. “Pensando proprio alla sicurezza delle donne – si legge in una nota di Viasat Group – si sono studiati dispositivi satellitari altamente tecnologici, si pensi alla Pink Box, che permette premendo un semplice pulsante, di lanciare un SOS e di ricevere sul posto, soccorsi immediati (carro attrezzi, ambulanza o anche la polizia se ci si sentisse minacciate o inseguite), grazie alla Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24, 365 giorni l’anno”.
Un servizio questo che consente alla donna di vivere con più serenità e sicurezza la strada e la propria mobilità. (ore 13:30)

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