Roma – Ieri, durante la conferenza stampa a Ginevra, l’a.d. di Fiat Group, Sergio Marchionne: <<Non vogliamo né incentivi né assistenza finanziaria>>. Oggi Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, che rappresenta i concessionari italiani di tutti i brand commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus: <<Ho pieno rispetto della posizione espressa dal dottor Marchionne che ha dichiarato di non volere nuovi incentivi. Al suo posto avrei detto la stessa cosa. Noi concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia abbiamo però esigenze diverse rispetto ai costruttori. Poiché il terreno è minato vedo di spiegare i nostri perché in estrema sintesi. Prima di tutto, quando si parla di auto, ci si riferisce spesso ai costruttori e alle fabbriche, dimenticando chi poi le vetture le vende e le assiste. Senza tema di smentita una parte fondamentale della filiera. In subordine, mentre le Case auto, tutte multinazionali, riescono a compensare le perdite europee attraverso lo sviluppo di altri mercati mondiali, i concessionari no. Noi dobbiamo operare solo nel mercato domestico affrontandone luci e ombre. E per i prossimi anni prima Berlusconi e poi Monti ci hanno prospettato, per risanare il Paese, solo ombre>>.
Federauto coglie l’occasione per ricordare che la crisi dell’auto in Italia ha peculiarità tutte sue, e infatti il mercato Italia sta perdendo oltre 2,5 volte in più rispetto alla media europea.
Conclude Pavan Bernacchi: <<Riteniamo che da questa crisi inizieremo ad uscire dal 2015. Basti pensare che a ottobre il Governo ha confermato che l’Iva passerà al 23% con ulteriori effetti sulla contrazione della domanda, sull’aumento dell’inflazione e di moltiplicatore delle accise. Un piano triennale volto allo svecchiamento del circolante vedrebbe tanti vincitori: lo Stato, che introiterebbe più Iva e tasse correlate, i Concessionari che potrebbero contenere i danni da qui alla ripresa, l’occupazione che potrebbe lenire gli effetti negativi su un comparto che occupa 1.200.000 addetti, e la collettività per una migliore qualità dell’aria e una maggiore sicurezza stradale. Dulcis in fundo i clienti, i veri beneficiari di un piano strutturato volto allo svecchiamento del parco attraverso la spinta di vetture a basso impatto ambientale>>. (ore 18:58)

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