Roma – Dalla maxi inchiesta “Il Libro Nero della RcAuto” di Vincenzo Borgomeo prende spunto la proposta Aci per abbattere drasticamente, fino al 40%, i prezzi delle polizze di assicurazione. Una proposta inviata al Presidente del Consiglio che comprende 4 articoli di uno schema di progetto di legge e 4 raccomandazioni per un intervento del Governo.
<<Una pioggia di forti rincari – ricorda Angelo Sticchi Damiani, nuovo presidente dell’Aci – si è abbattuta sugli automobilisti italiani: benzina, bolli, superbolli, pedaggi e caro assicurazioni in particolare. Questo ha messo in crisi i conti di molte famiglie e contribuito al preoccupante ristagno del mercato dell’auto dove i numeri sono diventati ormai molto pesanti. Crediamo che sia particolarmente urgente contemperare il diritto dei danneggiati ad avere un equo risarcimento con il diritto degli assicurati ad avere un costo sostenibile per la RcAuto. Il libro di Vincenzo Borgomeo illustra una situazione paradossale nella quale la maggioranza degli automobilisti onesti viene danneggiata dal comportamento truffaldino di una minoranza agguerrita e protetta. Bisogna spezzare la spirale di aumento dei costi che finora si è sempre tradotta in aumento delle tariffe assicurative>>.
<<Sia le imposte sia una parte dei costi delle Compagnie – spiega Alessandro Santoliquido, direttore generale di Sara Assicurazioni – sono proporzionali ai premi e possono essere ridotti se si riducono i costi dei sinistri e quindi i fabbisogni tariffari delle Compagnie. Per ridurre l’RcAuto è necessario intervenire sui costi dei sinistri. Ma per ridurre i costi dei sinistri è necessario intervenire sul contrasto alle frodi e sul contenimento di alcune componenti di costo>>.
In Italia circolano 3,5 milioni di auto senza assicurazione, in cui 100 incidenti automobilistici provocano nel 23% dei casi danni fisici contro i 10 di Francia, Germania e Belgio e gli 11 del Regno Unito. Un Paese dove ogni anno ci sono 700.000 denunce per “colpo di frusta” perché è impossibile diagnosticarlo in modo strumentale (il medico si limita a scrivere nel referto “il paziente lamenta dolori al collo”) e le assicurazioni pagano, per questo, 2 miliardi di euro l’anno, pari al 15% del valore totale dei sinistri annui.
Il libro-inchiesta traccia uno scenario inquietante. <<La questione di fondo è semplice: chi truffa le assicurazioni danneggia la collettività esattamente come fanno gli evasori fiscali. Eppure, mentre in quest’ultimo caso il reato è visto da tutti noi come un modo odioso, ripugnante e vigliacco per rubare all’assistenza sanitaria, alle scuole e ai più bisognosi, le truffe ai danni delle assicurazioni, e quindi di tutti noi automobilisti, sono tollerate, considerate “ruberie” minori. Ma finché nell’immaginario collettivo non ci sarà questo scatto di livello sui ladri di polizze, il mondo delle assicurazioni avrà poche possibilità di riscattarsi>>. (ore 18:30)