Bologna – L’Istat ha comunicato che in febbraio l’indice della produzione industriale destagionalizzato si è attestato a quota 84,7. Si registra quindi un calo dello -0,7% rispetto a gennaio e, tenendo conto degli effetti di calendario, del -6,8% rispetto a febbraio 2011. Queste pesanti contrazioni confermano la frenata dell’attività produttiva in atto da settembre 2011, frenata che ha già annullato buona parte del faticoso recupero avviato nel maggio del 2009, dopo la caduta della produzione industriale che ha coinciso con l’inizio della grande depressione iniziata nel 2008.
Il Centro Studi Promotor GL events ha rilevato che  tra aprile 2008 e marzo 2009 vi è stato un vero e proprio crollo della produzione. L’indice è calato di 28,1 punti corrispondenti a una diminuzione in termini percentuali del 26%. In altri termini la produzione si è ridotta di oltre un quarto. A partire da maggio 2009 è iniziato un lento recupero che ha consentito ad agosto 2011 di recuperare 11,4 punti dell’indicatore. Da agosto 2011 a febbraio 2012 di sono stati però perduti 6,7 punti e l’indicatore si è riportato al livello di ottobre 2009. Negli ultimi sei mesi si è così annullato gran parte del recupero realizzato da maggio 2009 ad agosto 2011. E il risultato è che del grande crollo del 26% della produzione industriale a cavallo del 2008 e 2009 sino a febbraio 2012 sono stati recuperato solo 4,4 punti percentuali. Il calo dell’indice della produzione industriale tra aprile 2008 e febbraio 2012 è dunque ancora del 21,6%.
Le prospettive per i prossimi mesi non appaiono positive ed è assai probabile che l’indicatore scenda a breve al di sotto del minimo toccato nel marzo 2009 confermando così che l’andamento a W attualmente in atto è particolarmente severo. Gli ultimi dati sui principali aspetti dell’economia reale confermano le difficoltà dell’attuale fase economica. Sempre secondo l’Istat, in gennaio le vendite del commercio al dettaglio a prezzi correnti hanno fatto registrare un calo sullo stesso mese del 2011 dello 0,8% e poiché l’indicatore ingloba anche l’inflazione a questa contrazione corrisponde un calo delle quantità vendute stimabile nel 4%. Sempre in gennaio si registra un rallentamento sia delle esportazioni che delle importazioni e in febbraio il numero delle persone in cerca di occupazione è aumentato del 16,6%.
Il quadro – sostiene il Centro Studi Promotor GL events – è tale da ipotizzare che anche la stima preliminare del prodotto interno lordo del primo trimestre del 2012, che verrà diffusa dall’Istat il 15 maggio, farà registrare una contrazione superiore a quanto sin qui previsto. Appare dunque evidente che, accanto a politiche volte a favorire il miglioramento dell’efficienza del sistema economico italiano nel medio e lungo termine, vi siano azioni in grado di avviare immediatamente la ripresa dell’economia, azioni che al momento sono del tutto assenti. (ore 12:20)

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