Torino – Il Tribunale di Torino ha respinto 21 ricorsi con i quali la Fiom chiedeva di poter nominare propri rappresentanti sindacali in 15 società dei gruppi Fiat e Fiat Industrial.
Il giudice ha riconosciuto la correttezza del comportamento tenuto dall’azienda nell’applicazione dell’articolo 19 dello statuto dei lavoratori, confermando che solo le organizzazioni firmatarie di accordi hanno il diritto di nominare proprie rappresentanze sindacali.
Nel provvedimento si ribadisce che il giudice è soggetto soltanto alla legge e ha il dovere di applicarla e si osserva che accogliere la pretesa della Fiom “significherebbe procedere ad una vera e propria riscrittura della norma e questo  non è consentito al giudice”. Secondo il Tribunale di Torino l’articolo 19 non presenta alcun sospetto di incostituzionalità, come risulta dalle numerose pronunce della Corte Costituzionale.
Viene così confermato che la norma è assolutamente chiara e precisa: la legittimazione e l’attribuzione dei diritti sindacali si applica unicamente ai firmatari degli accordi aziendali. Ogni altra interpretazione non rispetta la lettera e lo spirito della legge.
Inoltre, in relazione alle sentenze dei tribunali di Napoli e di Lecce la Fiat ha fatto sapere che <<le sentenze danno interpretazioni diametralmente opposte di una norma di legge inequivocabilmente chiara come l’articolo 19 dello statuto dei lavoratori, che non prevede rappresentanza per i sindacati non firmatari degli accordi. Le pronunce sono un’ulteriore conferma che la Fiat sta operando in un contesto che non assicura certezze giuridiche indispensabili per lo svolgimento delle proprie attività. Tra le varie dichiarazioni vale la pena di segnalare “l’obiettività” di quella di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, che esalta la sentenza del Tribunale di Napoli, ignorando completamente quella del giudice di Lecce>>. (ore 15:30)