Roma –  <<L’auto merita maggior rispetto e attenzione. Non è il bancomat del Governo>>. Così Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di autoveicoli di tutti i marchi commercializzati in Italia, è intervenuto oggi in commissione Trasporti della Camera.
Per Pavan Bernacchi: <<Dalla prima manovra varata dal Governo Berlusconi a quella del Governo Monti, tra interventi sulle accise, auto di lusso, Ipt e Iva lo Stato conta di incassare per quest’anno 7,5 miliardi di euro di nuove entrate. Ma non sarà così, perché la stangata sull’auto sta producendo un arresto dei consumi e alla fine queste misure danneggeranno tutti: lo Stato stesso, i contribuenti e il nostro mercato che conta 1.200.000 addetti e rappresenta il 16,6% di contribuzione al gettito fiscale nazionale, oltre all’11,4% del Pil. L’auto è oggi la cartina di tornasole della crisi del nostro sistema Paese e se non si prenderanno immediati provvedimenti, salteranno entro l’anno 240.000 posti di lavoro, con dei veri e propri azzeramenti del know how made in Italy, come nel caso del segmento lusso dei concessionari Ferrari, Lamborghini e Maserati>>.
Per il presidente di Federauto: <<Si cerca di evitare che l’Italia faccia la fine della Grecia ma il Governo con gli attuali “disincentivi” ha già condannato il mondo dell’automotive italiano alla stessa fine>>.
Per questo Federauto in sede di Commissione ha ribadito la propria proposta, già presentata al Governo nei mesi scorsi, che punta, tra l’altro, a sostenere la domanda di auto per aumentarla di circa 274.000 unità l’anno. Un piano di incentivazione triennale e decrescente per rinnovare un parco circolante di 14milioni di autovetture che hanno più di 10 anni (con bonus supplementari per le superecologiche); la correzione dei provvedimenti fiscali che stanno abbattendo il settore (vetture aziendali, superbollo, Ipt, Iva); disincentivi per i veicoli industriali inquinanti e pericolosi: sono i tre punti chiave presentati da Federauto oggi alla Camera. Inoltre l’associazione dei Dealer italiani chiede un maggiore equilibrio nella relazione tra Case e Concessionari attraverso uno strumento legislativo nazionale, come auspicato anche dalla Commissione Europea.
 <<C’è poi – ha aggiunto Pavan Bernacchi nel corso dell’audizione – la questione sulla fiscalità delle auto aziendali, che è l’ennesima conferma del sistematico attacco fiscale perpetrato ai danni del settore. Mentre la quota ammortizzabile e detraibile nei maggiori paesi Ue è del 100%, in Italia siamo al 40%. Ma non basta: paradossalmente il progetto di legge di riforma del lavoro prevede un’ulteriore diminuzione della deducibilità per imprese e lavoratori autonomi. Ovviamente tutto ciò porterà a una nuova contrazione della domanda da parte di questi soggetti e accadrà quanto già registrato per le auto di lusso. Calcoliamo infatti che i mancati introiti statali rispetto a quanto previsto in tutte le misure elencate sarà, solo per l’anno in corso, di 2,5 miliardi di euro, se si considera che per ogni auto che non viene venduta lo Stato perde circa 5 mila euro. Chiediamo infine che il Governo sciolga le riserve e ci informi una volta per tutte circa le sue intenzioni rispetto alle nostre proposte, perché l’indecisione in questo momento non giova a nessuno nel Paese, in primis al mercato dell’auto>>. (ore 15:55)