“Operazione Cina”, Fiat è già in Viaggio

“Operazione Cina”, Fiat è già in Viaggio

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Pechino – L’anno scorso in Cina il Gruppo Fiat-Chrysler ha venduto 38.500 auto. Uno sputo nell’oceano di 14,5 milioni di auto vendute che hanno fatto dell’ex Celeste Impero per il secondo anno consecutivo il primo mercato al mondo, leadership che nessun altro Paese come Usa e Giappone potranno più insidiare. La Cina non è solo il primo mercato dell’auto del mondo ma è anche il primo produttore mondiale dal momento che dalle sue fabbriche nel 2011 sono usciti 17,8 milioni di veicoli. Cifre, di vendita e di produzione, destinate ad aumentare nei prossimi anni.
La Fiat paga scelte sbagliate e lungimiranza di basso cabotaggio fatte prima dell’arrivo di Marchionne ed oggi forte dell’accordo con la Chrysler sta puntando l’attenzione con un focus diverso che guarda alla Cina come prima hanno fatto gli altri costruttori che raccolgono frutti copiosi. La dimostrazione più solare la fornisce General Motors passata dal rischio di fallimento all’età dell’oro proprio impegnandosi nella “miniera” cinese che oggi la ripaga con 2 milioni 457 unità vendute sul totale di 9 milioni che hanno ridato al colosso di Detroit lo scettro di primo costruttore al mondo che per due anni era stato in mano Toyota. Pur con l’obbligo imposto dal governo di Pechino delle joint-venture con partner locali, americani, giapponesi, sudcoreani ed europei sono i “draghi” che hanno preso possesso dell’industria e del mercato della Grande Muraglia continuando ad operare su basi solide, prodotti strategici e rete di distribuzione sempre più ramificata. Mancava la Fiat.
A proposito dei costruttori europei, secondo uno studio di Alix Partner, sul valore delle esportazioni di auto dalla Europa alla Cina, leader è la Germania con 16 miliardi di dollari, più distaccate sono Gran Bretagna con 2,5 miliardi e Francia con 993 milioni.
Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Automobiles Group e di Chrysler Group LLC, dopo avere realizzato il ponte Torino-Detroit sta costruendo quello tra Torino-Detroit e Pechino per il quale le basi sono state gettate da Ferrari e Maserati che, secondo lo studio Alix Partner sul valore delle esportazioni, hanno consentito a FGA di sommare 289 milioni di dollari. La fallimentare joint-venture con la Nanjing Automobile Corporation (nata nel 1999) è stata sciolta, un nuovo accordo è stato firmato con la Guanghzou Automobile Industry Group. La Gac-Fiat produrrà la Viaggio, un’auto che nasce per i cinesi e sarà venduta anche nei mercati Asia-Pacifico. La produzione annua sarà di 300mila vetture e il primo obiettivo di mercato è nel 2014 anno in cui si prevede di potere raggiungere la quota del 2%, partendo dal presupposto di vendite di Chrysler che l’anno scorso ha “piazzato” le 38.500 unità che il Gruppo italo-statunitense è riuscito a vendere. Il programma di Marchionne è ad ampio raggio e si propone d’investire sul territorio con centri di ricerca per fare nascere altre auto oltre la Viaggio adatte alle esigenze dell’automobilista cinese, e di espandere rapidamente il numero di concessionari e i servizi di assistenza.
Fiat-Chrysler, come gli altri costruttori di auto, nel contesto della globalizzazione delle sue attività deve poter contare sul mercato cinese. I recenti riscontri del primo trimestre 2012 hanno dimostrato che l’Europa ha pesato con un rosso da 270 milioni di euro e che se non fosse stato per Nord America e America Latina, che rispettivamente hanno apportato 670  e 235 milioni di euro, i conti sarebbero andati in rosso se si sarebbe dovuto contare solo sulle attività dirette Fiat. La controllata americana in questo momento è passata da salvata a salvatrice. Insieme Fiat e Chrysler hanno le potenzialità per potere arrivare ad essere tra i primi cinque produttori al mondo. (ore 17:10)

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