Torino – L’a.d. Fiat, Sergio Marchionne, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della presentazione, a Torino, della 500L. <<Se le attuali capacità di assorbimento in Europa resteranno uguali nei prossimi 24-36 mesi, c’è uno stabilimento di troppo in Italia. Se riusciamo a indirizzare la capacità produttiva verso l’America, questo problema scompare: ma abbiamo bisogno di tranquillità per produrre in Italia>>. Dichiarazioni che non mancheranno di suscitare qualche polemica, anche perché arrivano a due giorni dalle parole di Alfredo Altaville, amministratore delegato di Iveco (gruppo Fiat), che ha annunciato la chiusura di 5 stabilimenti in Europa, lasciando a casa 1.075 lavoratori.
Marchionne ha poi cercato di dare anche delle rassicurazioni: <<Continueremo a confermare gli investimenti in Italia a seconda dell’andamento del mercato, che non è mai stato così basso. Se avremo qualche cosa da dire su Mirafiori la diremo, per ora continuiamo a confermare>>. A chi gli chiedeva dell’accordo con Sberbank a così risposto: <<Ci stiamo lavorando, speriamo di formalizzare l’accordo entro fine anno. È un problema tecnico più che di sostanza>>.
Sergio Marchionne ha annunciato anche che la Fiat depositerà mercoledì il ricorso contro la sentenza del tribunale di Roma che ha condannato il Lingotto ad assumere 145 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano iscritti alla Fiom, sottolineando che <<non c’è stata discriminazione, nel 2010 sono stati assunti 20 dipendenti che erano iscritti alla Fiom>>. E a chi gli domandava con quale criterio, quindi, sono stati assunti gli attuali addetti Marchionne ha detto: <<Abbiamo assunto i migliori per il lavoro che dovevano fare e se saremo costretti ad assumere le 145 persone altre 145 persone saranno costrette a uscire dal sistema>>.
Infine, nel giorno in cui Fiat ha esercitato l’opzione di acquisto da Veba (fondo pensione americano, ndr) su una quota del 3,3% di Chrysler salendo al 61,8% del capitale del Gruppo, Marchionne ha confermato che il Lingotto acquisterà il 100% della quota Chrysler ancora detenuta dal fondo Veba <<al momento giusto, quando si creeranno le condizioni. Il 2016 probabilmente è un po’ tardi>> (data ultima fissata dall’accordo con Veba, ndr). (ore 21:00)