Bologna – Nel mondo l’andamento del mercato dell’auto è positivo. Le immatricolazioni di auto nuove sono infatti cresciute a livello mondiale del 5,7% nei primi 5 mesi del 2012. La crescita però non tocca i paesi dell’area euro, dove, sempre nei primi 5 mesi del 2012 le immatricolazioni di nuove autovetture sono calate del 10,5%.
E’ partita da questi dati, resi noti da Gian Primo Quagliano (presidente del Centro Studi Promotor GL events) l’analisi della situazione del mercato automobilistico effettuata nel corso del convegno “Il mercato dell’auto al giro di boa del 2012”, convegno che si è svolto nell’aula magna della Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna.
<<In questo quadro – ha detto Quaglianoil mercato automobilistico italiano dovrebbe chiudere il 2012 con circa 1.400.000 nuove immatricolazioni, tornando così ai livelli del 1979. Le cause di questa situazione sono molteplici. In particolare c’è da dire che la crisi economica deprime la domanda in due modi: da un lato tagliando le risorse disponibili e dall’altro lato modificando il rapporto tra consumi e risparmio. Nella seconda metà del 2011 le famiglie hanno aumentato l’orientamento al risparmio per il riacutizzarsi dei timori sulle prospettive economiche, ma, visto il successo ottenuto dall’Italia al recente vertice europeo, è possibile che nel nostro Paese nella seconda metà dell’anno si ricrei un clima di fiducia nella ripresa economica che potrebbe portare ad una certa ripresa delle vendite di autovetture>>.
Il convegno si era aperto con il saluto di Angela Montanari, preside della Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, di Umberto Seletto, Pvl manager di Esso Italiana e di Giada Michetti, amministratore delegato di GL events Italia. Dopo l’analisi di Quagliano è toccato alle associazioni del settore automobilistico esprimere il proprio punto di vista.
Romano Valente, direttore generale di Unrae, ha fatto notare che la crisi del mercato dell’auto ha causato anche minori entrate per lo Stato, nei primi 6 mesi dell’anno, di 1,5 miliardi di euro di gettito Iva, di 61 milioni di euro di Ipt e che la previsione degli introiti derivati dal superbollo nell’intero 2012 è inferiore di 31 milioni di euro rispetto alle aspettative.
Roberto Vavassori, presidente di Anfia, ha specificato che per dare impulso alla ripresa ci sarebbe bisogno, nel breve periodo, di un alleggerimento della fiscalità, ed, a lungo termine, di misure di politica industriale, quali una semplificazione burocratica e una riduzione dei costi dell’energia, e di regole flessibili per il mercato del lavoro.
Mario Beretta, vice presidente di Federauto, ha messo in evidenza che  quest’anno i concessionari affronteranno il problema della sostenibilità stessa del business, ed è ipotizzabile che il 30% degli stessi sarà costretto ad abbandonare il mercato. A supporto dell’analisi di Beretta anche l’intervento di Nicola Giardino, dealer report di Italia Bilanci, per cui il ricorso al sistema bancario rappresenterà, nei prossimi due anni, uno dei punti critici della gestione aziendale del concessionario.
Agli interventi dei rappresentati delle associazioni di settore sono seguite le opinioni delle case automobilistiche, che hanno messo in evidenza come nel settore manchi una visione del futuro a medio/lungo termine. Loris Casadei, direttore generale di Porsche Italia, ha espresso l’esigenza di trovare un luogo condiviso per portare avanti il dibattito sul futuro del settore dell’auto, evidenziando inoltre la crescente marginalità della posizione dell’Italia nel mercato automobilistico mondiale e la poca chiarezza che vi è ancora oggi, nonostante sia un argomento ampiamente dibattuto, sul futuro dell’auto elettrica. Fabrizio Longo, direttore generale di Hyundai Italia, ha messo in rilievo come l’attuale crisi  porti urgenti istanze di cambiamento in tutti i protagonisti del mercato automobilistico, cambiamento che deve essere inteso come un’occasione per modernizzare anche la struttura retributiva facilitando la concessione dell’auto in benefit ai dipendenti. Massimo Nordio, amministratore delegato e direttore generale di Volkswagen Group Italia, in chiusura del convegno ha inoltre osservato che il processo informativo e decisionale dei clienti è oggi molto diverso dal passato. Prenderne atto può aiutare l’intero settore automobilistico, ed in particolare la distribuzione, a ripensarsi in maniera più moderna e rispondente alle necessità reali dei consumatori.

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