Roma – Federauto ci ha inviato il comunicato stampa che pubblichiamo integralmente, con una indignata dichiarazione del presidente Filippo Pavan Bernacchi.
“Oggi, su un sito web di una testata blasonata, ho letto un titolo choc: sul dealer sventola bandiera bianca. Voglio rassicurare tutti che è esattamente il contrario: i concessionari italiani di tutti brand commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, non si arrendono, non gettano la spugna e non alzano bandiera bianca. Nonostante l’attacco all’automobile perpetrato attraverso l’aumento di Iva, accise, RC, bolli, superbolli, Ipt, pedaggi autostradali… nonostante l’aumento della pressione fiscale sulle imprese italiane che arriva in certi casi all’80%, nonostante le pretese assurde di alcune case automobilistiche, nonostante la burocrazia che rende quasi impossibile lavorare, nonostante la difficoltà di accesso al credito, nonostante gli attacchi  di qualche professore universitario, i concessionari tengono duro. Sono determinati, reagiscono e lavorano per contenere i costi, razionalizzare, continuando a dare lavoro, dignità e continuità, a centinaia di migliaia di lavoratori e a pagare le tasse, anche per chi da sempre le evade allegramente. Una brutta notizia per chi si diverte a fare la Cassandra, ad agitare gli animi, che ci vorrebbe morti o arrendevoli. Siamo imprenditori italiani, tutti, anche quelli che commercializzano prodotti esteri, e non abbiamo intenzione né di chiudere i battenti, né di portare all’estero le nostre imprese. Inoltre, continueremo la nostra azione verso il Governo, l’Europa e i costruttori, per cambiare le regole della distribuzione automobilistica. Certo, molti di noi non sopravviveranno aziendalmente alla recessione in atto, ma nella stessa misura degli altri settori merceologici. La crisi europea c’è ed azzanna feroce mietendo le sue vittime tra imprenditori, commercianti, albergatori e, in generale, in tutto il mondo privato. Nessuno ripiana le nostre perdite quando si verificano. Purtroppo in questo momento va bene solo chi esporta, o alcune realtà che rappresentano delle eccellenze particolari. Mettetevi il cuore in pace: i concessionari venderanno cara la pelle, come sono sicuro lo faranno i commercianti, gli albergatori e gli altri imprenditori italiani”.