Torino  – Gian Mario Rossignolo, l’imprenditore che nel 2009 ha rilevato la De Tomaso per tentarne il rilancio presentando una concept car a Palazzo Chigi,  è stato arrestato all’alba nella sua villa a Vignale Monferrato (Alessandria) dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Torino su corsi di formazione professionale alla De Tomaso di Grugliasco, dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno. Con l’imprenditore, che è agli arresti domiciliari avendo superato i 70 anni, sono stati arrestati anche un dirigente della De Tomaso, bloccato dalle Fiamme Gialle a Livorno, e un mediatore creditizio, che opera nel Bergamasco dove è stato fermato all’alba. Quest’ultimo è coinvolto nell’inchiesta per aver fornito una polizza, poi risultata falsa, secondo l’accusa, richiesta dalle procedure per l’erogazione dei fondi per i corsi di formazione.
L’operazione della Guardia di Finanza di Torino impegnata in Piemonte, Lombardia e Toscana è da ricondurre all’illecita percezione di ingenti finanziamenti pubblici per corsi di formazione mai avviati per circa 7 milioni di euro. L’operazione fu orchestrata dalla regione Piemonte, guidata all’epoca da Mercedes Bresso, e coinvolse una parte dei dipendenti della Pininfarina. Per accedere ai contributi, fu utilizzata una milionaria fidejussione falsa. Dalle indagini risulta che parte dei fondi sono finiti nelle tasche di dirigenti della società.
Gian Mario Rossignolo è nato a Vignale Monferrato (Alessandria) nel 1930. Si è laureato in economia e commercio all’Università di Torino. Dopo aver partecipato a corsi post universitari e aver svolto attività di consulenza nel campo del marketing nella divisione commerciale autoveicoli della Fiat, ne ha assunto nel 1967 la direzione. Nel 1969 è diventato responsabile della pianificazione aziendale e del marketing centrale. Nominato membro del comitato direttivo Fiat SpA, è stato direttore di divisione del gruppo prodotti diversificati. Nel 1975 è stato nominato responsabile del settore componentistica. Due anni dopo è stato chiamato alla carica di amministratore delegato e direttore generale della Lancia. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con il Gruppo svedese Wallemberg, assumendo la responsabilità delle attività in Italia come presidente e amministratore delegato di Skf Industrie, Industrie Zanussi SpA, Atlas Copco, Ericsson ed altre aziende collegate. È rimasto in carica come presidente fino al 2002. Negli ultimi anni ’70 ha intrapreso l’attività imprenditoriale in proprio nel campo della robotica e dell’automazione con Prima Industrie SpA, nel campo dell’engineering e design automobilistico con Idea SpA e nella componentistica per elettrodomestici con Acc.  Nel 1998 è stato temporaneamente presidente di Telecom Italia.

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