Torino – Con il supporto alla stesura del Vademecum anti contraffazione realizzato dalla Direzione generale per la lotta alla contraffazione – Uibm del ministero dello Sviluppo Economico, e con la partecipazione all’incontro “Lotta alla contraffazione: la tutela dei consumatori e del corretto funzionamento dei mercati”, svoltosi a Roma, Anfia, insieme ai suoi associati, ha ribadito che il problema della contraffazione delle parti di ricambio mantiene un posto importante nell’agenda delle attività su cui l’associazione si è impegnata negli ultimi
anni.
Il valore del giro d’affari mondiale della contraffazione ricambi è stimato intorno ai 16 miliardi di dollari e cresce al tasso annuo di oltre il 10% (dati Ocse). Secondo il Censis, il valore di questo mercato in Italia è di circa 120 milioni di euro, ovvero l’equivalente di ben il 15% dei ricambi venduti ogni anno in Europa.
<<Il fenomeno contraffattivo produce danni molteplici, mettendo a rischio non solo l’integrità del veicolo, ma anche la salute e la sicurezza di chi lo occupa, degli altri utenti della strada e dell’ambiente, visto che i materiali utilizzati per la costruzione dei ricambi contraffatti non rispettano le normative in materia di sicurezza e di tutela ambientale – ha dichiarato Riccardo Buttafarro, coordinatore del Gruppo di lavoro aftermarket  Gruppo componenti Anfia – Nel nostro settore, per contrastare l’industria del falso occorre essere consapevoli, in primo luogo, della difficoltà, soprattutto per il consumatore finale, di individuare le varie tipologie di ricambi esistenti sul mercato (originali, equivalenti, alternativi, usati, rigenerati), in modo da poter riconoscere quelli effettivamente contraffatti; in secondo luogo, del fatto che l’unica leva all’acquisto non consapevole del ricambio contraffatto è il prezzo. Di qui la necessità di agire sia sul fronte della formazione alle imprese e alle agenzie di enforcement, sia sul fronte dell’informazione rivolta agli utenti finali>>.
Anfia opera da tempo su entrambi i versanti, sensibilizzando le aziende sul tema del Made in Italy e della corretta etichettatura dei prodotti attraverso seminari formativi; collaborando, da tre anni, con il Nucleo speciale tutela mercati, marchi e brevetti della Guardia di Finanza, e, infine, lavorando insieme ai distributori, alle officine, alle associazioni dei consumatori e agli organi istituzionali per una corretta informazione al consumatore.