Roma – Supera i 3.500 euro la spesa per l’auto prevista per il 2012. L’Automobile Club d’Italia, anche per contrastare l’aumento del prezzo della benzina, propone una soluzione che consente di risparmiare fino al 40% della polizza assicurativa.
<<Abbiamo visto di buon occhio la politica degli sconti nei week-end relativi ai prezzi dei carburanti attuata questa estate da molte compagnie petrolifere – dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci – alla vigilia delle vacanze estive, ed in momento economico difficile, questo ha consentito a molti turisti, sia italiani che stranieri, di spostarsi a costi certamente più accettabili. Oggi, viceversa, ci preoccupa molto l’inversione di tendenza prevista in questi giorni il rialzo dei prezzi alla pompa penalizza non solo coloro i quali hanno programmato le vacanze utilizzando l’automobile per raggiungere le località lontane dai luoghi di residenza, ma anche chi, non potendo spendere, ha scelto di fare il pendolare tra la città ed il litorale>>.
L’automobilista, che in questo modo pagando di tasca propria viene sempre punito, per la sua amata quattro ruote dovrà stanziare per il 2012 un budget superiore ai 3.500 euro tra carburante, manutenzione, parcheggio, autostrada, bollo, multe ed assicurazione. E proprio su quest’ultima voce l’Automobile Club d’Italia ha recentemente presentato al Governo una proposta, volta a risparmiare fino al 40% della polizza, che si basa su 4 punti: allungare da 2 a 5 giorni il tempo per la visita del perito, ridurre da 2 anni a 90 giorni il termine per denunciare un sinistro, obbligo di analisi strumentali in caso del ’colpo di frusta’, possibilità di utilizzare solo officine convenzionate con la compagnia per la riparazione del veicolo.
<<In tempo di crisi aumenta il numero di italiani che sceglie di partire utilizzando l’auto per contenere i costi o addirittura decide di non andare in vacanza – conclude Sticchi DamianiIl maggiore esborso per il carburante è tanto imprevisto quanto non procrastinabile ed obbliga la famiglia ad effettuare ulteriori rinunce durante le vacanze con il rischio di vedere, in parte, vanificati proprio quei benefici che dovrebbe essere la diretta conseguenza del periodo di ferie>>.