Trieste – I possibili effetti delle novità normative introdotte dal Governo Monti in materia di assicurazione auto sono stati al centro della tavola rotonda “Decreto liberalizzazioni: gli impatti sul mercato assicurativo, scenari e strategie”, organizzata dal MIB School of Management di Trieste.
Le cosiddette liberalizzazioni, approvate sotto forma di due decreti legge, hanno l’obiettivo di favorire la mobilità del mercato assicurativo e di ridurre i costi delle polizze.
Il Decreto Crescita, approvato nella scorsa primavera, introduceva alcune misure condivise dalle Compagnie, come il contenimento delle speculazioni sulle lesioni fisiche lievissime (micropermanenti) e la “dematerializzazione” dei documenti assicurativi. Sul provvedimento che riguarda le polizze abbinate alla “scatola nera”, sull’obbligo di sottoporre al cliente tre preventivi di altrettante Compagnie prima della sottoscrizione e sugli sconti tariffari per i “guidatori virtuosi” si è aperto invece un ampio confronto.
Il principale problema del mercato Rc Auto è la percentuale di sinistri con lesioni fisiche, nel 22,7% degli incidenti stradali, infatti, si verificano lesioni alla persona. In alcune province italiane quasi un sinistro su due presenta un danneggiato con lesioni. Il costo dei sinistri con lesioni ha pesato, nel 2011, per il 66% del totale. Inoltre, il risarcimento dei quasi 500.000 sinistri di lievissima entità, con invalidità permanente dell’1% o del 2% (per i quali negli altri Paesi non si riconosce quasi mai il danno), è costato nel 2011 oltre 2,1 milioni di euro.
Il Decreto è intervenuto sulla questione modificando l’Articolo 32 del Codice delle Assicurazioni (commi 3-ter e 3-quater) e disponendo che la risarcibilità delle lesioni lievi sia condizionata ad accertamenti clinici e medico-legali obiettivi e strumentalmente assistiti. Un intervento che secondo gli assicuratori va nella giusta direzione.
<<In questo caso, le norme non necessitano di provvedimenti attuativi – ha spiegato Vittorio Verdone, direttore Auto, Distribuzione, Consumatori e Servizi Informatici di Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) -. L’Associazione sta completando la formazione professionale sul territorio nazionale per diffondere presso medici legali fiduciari e liquidatori sinistri le linee guida per la corretta applicazione delle disposizioni. I riscontri nella prima fase di applicazione evidenziano l’utilità della norma per negare postumi di invalidità permanente, una minore efficacia della stessa rispetto alla possibilità di negare l’esistenza della lesione e un rallentamento nella chiusura dei sinistri a causa delle prevedibili resistenze dei professionisti dei sinistri>>.
Riguardo invece alla “scatola nera” (il dispositivo che permette di verificare gli spostamenti del veicolo in caso di incidente), il Decreto impone alle imprese di assicurazione di offrire la formula di Rc Auto con scatola nera, i cui costi di installazione devono essere a carico della Compagnia che dovrà garantire al cliente una significativa riduzione di prezzo. Quasi tutte le principali Compagnie offrono già soluzioni con la scatola nera. Tuttavia, è stato sostenuto, imporre i costi alle imprese significa gravare le piccole Compagnie di oneri economici importanti e abbattere i vantaggi per i consumatori.
Al centro del dibattito c’è anche il recente Decreto Sviluppo bis. Misure in esso contenute come l’unità di prevenzione per la lotta contro le frodi conferita di competenza all’Ivass e l’abolizione delle polizze Rc Auto pluriennali e del tacito rinnovo sono state accolte positivamente. Fanno invece discutere sia la norma che stabilisce la definizione di uno standard minimo di polizza, sia l’obbligo per le Compagnie di creare aree di consultazione su internet. Ma è l’introduzione della libera collaborazione fra intermediari assicurativi che, secondo le Compagnie, rischia di far saltare il banco.
Il provvedimento è entrato in vigore lo scorso 20 ottobre con validità 60 giorni. Giusto il tempo per permettere l’iter parlamentare di conversione del testo di legge nella sua stesura definitiva. Le Compagnie sottolineano che la concorrenza nell’Rc Auto non manca: sono moltissime le imprese che operano sul mercato con politiche di distribuzione e di prezzo fortemente differenziate che riflettono la diversa qualità del servizio offerto.
Il principale punto di attrito riguarda la libera collaborazione fra intermediari iscritti al Registro Unico degli Intermediari: agenti, broker, banche, istituti finanziari, Sim e Poste italiane potranno infatti collaborare con altri operatori iscritti a qualsiasi sezione del Rui.
Secondo le imprese assicurative, la libera collaborazione fra intermediari rischia di scardinare l’organizzazione delle reti distributive delle compagnie: permettendo a un agente di fare concorrenza alla propria compagnia sottoscrivendo un contratto con un competitor, sostengono gli assicuratori, si intacca il valore delle reti distributive sulle quali le Compagnie hanno investito e continuano a investire massicciamente.
In tema di contrasto alle frodi, la principale piaga del sistema assicurativo italiano, il Decreto Sviluppo bis è considerato invece un deciso passo in avanti. Viene attribuito al nuovo Istituto di Vigilanza Assicurativa (Ivass) la responsabilità del servizio di prevenzione e contrasto delle frodi nel settore della RC auto attraverso la realizzazione di un archivio informatico integrato attraverso il quale sarà più facile individuare fenomeni fraudolenti e indici di anomalia. L’archivio, connesso con la banca dati degli attestati di rischio, con la banca dati sinistri, con la banca dati danneggiati e testimoni, Consap e PRA renderà possibile attivare dei sistemi di allerta contro le frodi che verranno segnalate alle forze di polizia e all’autorità giudiziaria per le opportune azioni di indagine.