Roma – L’Unrae sceglie la strada del silenzio sofferto di chi capisce di non avere trovato interlocutori in grado di comprendere le difficoltà di un settore trainante per l’economia italiana e decide di annullare la tradizionale conferenza stampa di fine anno.
<<Dopo undici mesi di calo a due cifre del mercato dell’auto, ormai a un livello mai più visto dal 1979, dopo aver ripetutamente documentato la perdita di gettito per lo Stato generata da misure fiscali controproducenti, dopo aver evidenziato le problematiche occupazionali della filiera che perde una concessionaria al giorno (con un totale di 10.000 nuovi disoccupati alla fine del 2012), dopo aver atteso invano dal Governo un confronto propositivo che era stato promesso in maggio, dopo avere ripetuto più volte che la legge a supporto delle vetture a basso impatto ambientale costituisce una goccia nell’oceano delle misure necessarie al mercato dell’auto, l’Unrae sceglie la strada del silenzio>>, si legge nel comunicato.
<<La Conferenza Stampa prevista per il prossimo dicembre, una tradizione che parte nel lontano 1965, cadendo nel momento in cui si avvicinerà inesorabilmente il vuoto parlamentare legato all’imminenza delle elezioni, non ha più ragione d’essere – ha detto il presidente Unrae, Jacques Bousquet -. Abbiamo voluto dare un segnale forte: chi vorrà, potrà intendere il nostro silenzio come un atto di chiara protesta contro le recenti decisioni fiscali del Governo che hanno inflitto ripetuti colpi al mercato dell’auto e come testimonianza di acuta sofferenza per un settore che per un anno intero è stato non soltanto totalmente trascurato, ma anche saccheggiato. Eppure la filiera automotive legata al mondo Unrae esprime ancora 135.000 potenziali elettori con le loro famiglie: proprio sull’automobile, un presidente acuto come quello americano ha giocato la propria differenza elettorale ed ha avuto successo>>.
<<Pertanto – ha concluso Bousquet – l’Unrae attende fiduciosa che un nuovo o rinnovato Esecutivo, espresso dalle prossime elezioni, sappia farsi carico di nuove responsabilità e sappia restituire al mercato dell’auto in Italia quella capacità di contributo all’economia che ci ha sempre contraddistinto. Soltanto in quel preciso momento, quando si sarà insediato il nuovo Esecutivo, andremo ad organizzare un appuntamento di forte comunicazione, nel quale presenteremo le nostre proposte di azioni prioritarie, strategiche per il rilancio del settore e coerenti con il necessario rilancio dell’economia del nostro Paese>>.
<<Comprendiamo il malessere di Unrae perché è anche il nostro>>. Commenta così Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto – l’associazione che rappresenta i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus – la decisione dell’Unrae di annullare la conferenza stampa di fine anno che si teneva dal 1965. Conclude Pavan Bernacchi:  <<La rinuncia dell’associazione che riunisce i rappresentanti delle Case estere in Italia è un modo simbolico per rappresentare il malessere di tutta la filiera che non ce la fa più e che in pochi anni ha registrato un calo della domanda pari al 40% nel totale disinteresse del Governo tecnico>>.