New York – È da tempo ormai che si parla della crisi dell’industria automobilistica americana, il Giugno color buio pesto che ha portato le tre sorelle di Detroit a perdere rispettivamente Ford il 28%, Chrysler il 36% e Gm del 18,5%, è solo l’ulteriore riprova di ciò che già si sapeva. La novità, però, è che per GM la crisi pare più profonda di quanto ci si aspettasse.
Gli analisti di Merrill Lynch, infatti, hanno annunciato gettando nel panico Wall Street, che General Motors rischia addirittura il fallimento continuando di questo passo.
Eppure, tra le tre big di Detroit proprio General Motors aveva fatto meglio delle rivali sul mercato statunitense.
L’ufficio studi di Merrill Lynch ha messo in evidenza come il problema principale da affrontare è quello della liquidità. Nel report diffuso ieri la casa d’affari americana pronostica perdite anche per il prossimo anno per il Big automobilistico Usa. Per fronteggiare il pericolo fallimento l’unica soluzione rimane quella di raccogliere almeno 15 miliardi di dollari nel prossimo biennio.
A poco sono servite le rassicurazioni del numero uno del colosso di Detroit, Rick Wagoner, che ha sottolineato come il gruppo abbia una liquidità adeguata fino alla fine dell’anno.
Merrill ha quindi tagliato la raccomandazione sul titolo Gm da buy  a underperform e ha abbassato il target price da 20 a 7 dollari. Ovviamente la notizia ha fatto crollare il titolo di oltre 15 punti percentuali, chiudendo a 9,98 dollari per azione. Gm che non scendeva così in basso dal 1954, ha trascinato al ribasso i principali indici statunitensi, con perdite maggiori a un punto percentuale. (ore 10:15)