Roma – Non molla la presa su Alitalia Carlo Toto che dopo il ricorso presentato al Tar del Lazio contro la trattativa in esclusiva sulla vendita del vettore italiano assegnata ad Air France, ora afferma: “Siamo pronti a presentare in tempi brevi una proposta vincolante con un gruppo di imprenditori italiani: non solo del Nord, ma di tutta Italia. Stiamo lavorando in questi giorni per evitare la sciagurata perdita di due leve strategiche del Paese: la Compagnia di bandiera e lo scalo di Malpensa. Si tratta due due nodi fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra economia e del nostro turismo: e questo non perché una soluzione italiana sia necessariamente migliore – si legge in una nota diffusa da Air One – di una straniera, ma perché la nostra soluzione é l’unica che tutela gli interessi reali di Alitalia, dei suoi lavoratori, dei suoi azionisti, del Paese e di Malpensa. Air One sta lavorando ininterrottamente affinché possa avvenire in Italia quanto è avvenuto per Iberia quando un gruppo di imprenditori spagnoli ha evitato che finisse in mani straniere: non abbiamo alcun interesse, come paventato da alcuni, a danneggiare Alitalia in nessun modo, piuttosto vogliamo che sia preservata, ristrutturata e rilanciata”. Il ritiro di AP Holding, lo scorso 17 luglio, dalla Procedura di privatizzazione fu una scelta obbligata – continua la nota di Air One – Innanzitutto, nella fase di due diligence, non furono rese disponibili tutte le informazioni sostanziali riguardanti AZ Servizi, ovvero relative a circa il 50% del Gruppo Alitalia che complessivamente impiega oltre 8.000 persone. Inoltre furono concessi ad AP Holding soltanto 45 giorni per trovare un accordo con i sindacati contro i 90 richiesti e quindi le negoziazioni sarebbero dovute avvenire tra il 15 luglio ed il 30 agosto – precisa la nota Air One – Un periodo breve, estivo e non ideale per un lavoro di questo tipo”. Per quanto riguarda poi gli aspetti finanziari, “fino ad oggi eravamo in una fase – dice la nota – non vincolante: e le banche possono prendere impegni vincolanti solo nel contesto di un’offerta vincolante”. E gli impegni assunti “dalle banche internazionali che affiancano AP Holding, valutati oggi insufficienti, erano stati valutati – si legge nella nota – adeguati nella prima Procedura, al punto tale che il MEF ammise AP Holding alla fase finale di presentazione di una proposta vincolante. Oggi sembrerebbe non essere più così”. AP Holding potrebbe presentare “la propria offerta vincolante negli stessi tempi concordati per Air France-KLM”, spiega la nota. Relativamente alla cessione degli slot “non è chiaro – precisa – il vantaggio di rilasciarli adesso, nel bel mezzo del processo di vendita di Alitalia ed in un momento dove a livello nazionale è chiaro a quasi tutti che si tratterebbe di un grave depauperamento della Compagnia”. L’eventuale “non utilizzo degli slot non avrebbe comportato alcuna penale per l’azienda e tali slot sarebbero rimasti in capo ad Alitalia fino che non fossero inutilizzati per l’80%”. (ore 13:00)