Bologna – La crisi dell’auto si legge anche in dati come questi. Nel 2011 il tempo medio dedicato giornalmente agli spostamenti dagli italiani è stato di 57,9 minuti, scendendo per la prima volta dal 2005 al di sotto della soglia di un’ora.
La diminuzione del tempo dedicato alla mobilità è dovuta essenzialmente al calo della distanza media percorsa giornalmente, che nel 2011 è scesa a 32,4 chilometri (che anche in questo caso rappresenta il valore più basso dal 2005). Ad affermarlo è l’Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) che ha rielaborato dati Isfort.
Dall’elaborazione emerge che il calo del tempo medio dedicato alla mobilità è stato più accentuato fra le donne (da 58,8 minuti nel 2010 a 53,9 minuti nel 2011) che fra gli uomini (da 66 a 61,7 minuti). Considerando le diverse fasce d’età, la diminuzione maggiore è stata rilevata fra chi ha un’età compresa fra 46 e 64 anni (da 61,5 a 55 minuti). Inoltre, sono da mettere in evidenza i cali rilevati fra i lavoratori dipendenti (da 65,8 minuti a 60,8) e tra gli studenti (da 71 a 65,6 minuti).
L’analisi della distanza media percorsa nel 2011 dagli italiani, invece, riserva alcune sorprese. Al calo generale, infatti, si accompagnano alcuni aumenti rilevati tra chi ha più di 64 anni (da 19,4 km a 21,8), tra i disoccupati (da 28,9 km a 32,6), tra i lavoratori autonomi (da 48,6 km a 51,7) e tra i pensionati (da 21,7 km a 22,9).
In generale, però, il calo del tempo medio dedicato giornalmente agli spostamenti e nella distanza percorsa trova la sua vera causa nelle difficoltà economiche che sempre maggiori fasce di popolazione sperimentano che, unite alla pesante fiscalità che grava sulla mobilità privata, hanno penalizzato fortemente l’uso dell’auto (e dei mezzi motorizzati in generale).