Roma  – Fino a non pochi anni fa simbolo quasi tutto al maschile, oggi invece l’automobile soddisfa l’esigenza di mobilità di un numero considerevole di donne che costituiscono ormai uno spicchio sempre più numeroso sul totale degli automobilisti italiani.
È pur vero, però, che fra tutti i sistemi di trasporto quello su strada è di gran lunga il più pericoloso e gli incidenti, seppur in calo, rappresentano ancora oggi, un fenomeno drammatico. I dati sono impietosi. Ogni giorno, in Italia, si verificano in media, secondo gli ultimi dati dell’Istat che saranno pubblicati sulla VIII edizione della Guida alla Sicurezza Stradale di Viasat Group, 563 incidenti stradali (205.638 l’anno) che provocano la morte 11 persone (3.860 l’anno) e il ferimento di altre 800 (oltre 292mila l’anno).
Restringendo il campo di analisi, le donne rimaste ferite sono 113.242 (178.776 gli uomini), mentre quelle purtroppo decedute sono 855 (3.005 gli uomini). Tra di esse la prima fascia di rischio anche per le donne si conferma quella giovanile: da 20 a 24 anni. Ma per quelle successive si passa alle fasce d'età degli anziani, cioè 75-79 e 80-84 anni. Lombardia, Lazio e Emilia Romagna sono le Regioni dove si registrano più donne vittime a seguito di un incidente stradale. Giovedì il giorno in assoluto più a rischio (il venerdì e il sabato invece rispetto alle auto in circolazione); la strada extra-urbana la più pericolosa; agosto il mese più nero.
Le statistiche evidenziano un altro aspetto importante. Le donne conducenti rimaste vittime della strada sono 317 (7 volte superiore è il dato degli uomini) e quasi 61 mila quelle rimaste ferite (141.310 gli uomini) . Come passeggere, invece, sono quasi 41.555 mila quelle rimaste ferite e 282 quelle decedute. Un altro dato significativo: sono ben 11.592 le donne che sono state investite (pedoni) sulle strade (un numero superiore ai maschi) e 256 le vittime. Di queste gli anziani rappresentano la categoria più a rischio: la fascia d’età tra 70 e 84 è quella più drammaticamente colpita.
Un ultimo dato. La sicurezza stradale, per le donne, è strettamente connessa alla loro incolumità. Infatti i pericoli della strada non sono costituiti soltanto dalla possibilità di incidenti, ma anche dal rischio di aggressioni, rapine e violenze di ogni tipo. “Pensando proprio alla sicurezza delle donne – si legge in una nota di Viasat Group sono oggi sul mercato dispositivi satellitari (la Pink Box è studiata proprio per loro) che permettono di lanciare un Sos e di ricevere immediatamente sul posto, soccorsi immediati (carro attrezzi, ambulanza o anche la polizia se ci si sentisse minacciati), grazie alla Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24, 365 giorni l’anno”. Come dire, la sicurezza non ammette più scuse.