Bruxelles –La Corte europea ha respinto il ricorso di Alitalia in merito ai finanziamenti ricevuti nel 1997 dallo Stato. L’Ue ha, infatti, stabilito che le somme ricevute per il piano di ristrutturazione 1996-2000 dalla compagnia aerea in difficoltà, rientrano a pieno titolo nella categoria “aiuti di Stato”, secondo la Corte europea.
<<La Corte di prima istanza conferma la decisione della Commissione sugli aiuti per la ristrutturazione di Alitalia – si legge in una nota della Corte di primo grado – Alitalia non è riuscita a dimostrare l’esistenza di vizi procedurali o di errori sostanziali nei criteri e nelle condizioni per l’aiuto dato>>.
Sulla questione l’esecutivo Ue si è pronunciato nel 1997 dichiarando che si trattava di aiuti di Stato e chiedendo ad Alitalia di rispettare alcune condizioni. Alitalia si era opposta e il tribunale di Lussemburgo aveva annullato la decisione della Commissione per “manifesti errori di valutazione”. La Commissione nel 2001 si è espressa nuovamente dichiarando l’aiuto compatibile con il mercato comune per la ristrutturazione di Alitalia.
Nel novembre del 2001 Alitalia ha fatto ricorso contro la decisione della Commissione chiedendone l’annullamento, invocando la violazione dell’obbligo di motivazione, una serie di vizi procedurali, la violazione del diritto di difesa, la violazione dell’obbligo di ottemperare alla sentenza “Alitalia I” primo pronunciamento della Commissione, nonché l’erronea applicazione del criterio dell’investitore privato e taluni vizi nella fissazione delle condizioni cui era stato subordinato l’aiuto.
La sentenza di oggi sbarra la strada alla possibilità che la compagnia aerea in crisi riceva altri aiuti di stato finalizzati a ristrutturazione per dieci anni a partire dal 2001, dunque fino al 2011.
Alitalia è nel mirino di Bruxelles anche per il prestito ponte da 300 milioni elargito recentemente dal governo nel tentativo di salvare la compagnia aerea; la Commissione sta indagando per stabilire se anche tale prestito costituisca un aiuto di Stato. La sentenza di oggi viaggia comunque su un binario parallelo rispetto alla indagine in corso sul prestito ponte.
Entro due mesi a decorrere dalla data della sua notifica, Alitalia può proporre un’impugnazione, limitata alle questioni di diritto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee. (ore 12:15)

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