Roma – Unasca, Unione nazionale studi di consulenza automobilistica, l’associazione maggiormente rappresentativa degli studi di consulenza automobilistica operanti nel settore servizi al mondo auto,  assieme a due studi di consulenza in rappresentanza della categoria, ha proposto ricorso al Tar del Lazio per ottenere l’annullamento del decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il ministero della Giustizia del 21 marzo 2013 titolato “Adeguamento del sistema tariffario da corrispondere all’Automobile Club d’Italia – Aci per le attività relative alla tenuta del Pubblico registro automobilistico” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 28 marzo scorso.
Il ricorso si fonda sulla evidente violazione del principio di uguaglianza che contraddistingue il decreto in oggetto, laddove questo permette ad Aci di incassare un aumento degli introiti non sui servizi che esso effettivamente eroga, ma anche su tutti quelli gestiti autonomamente dalle agenzie private: infatti il decreto non prevede nessuna differenziazione dei due casi diversi, e così il cittadino deve pagare l’aumento fissato anche quando si reca presso un’agenzia di pratiche auto invece che al Pra, il quale  incassa in ogni caso l’emolumento maggiorato che non sarebbe più dovuto .
<<La gravità della cosa è facilmente comprensibile  – spiega Ottorino Pignoloni segretario nazionale di Unascase si pensa che con l’introduzione dello Sta, lo Sportello telematico dell’automobilista (Dpr n. 358/00), le agenzie si sono sostituite di fatto al Pra  nell'eseguire oltre il 75% delle  pratiche auto loro richieste, facendosi così  carico dei relativi i costi di gestione del  servizio  per quegli automobilisti>>.
Un ulteriore motivo di impugnazione sollevato riguarda l’illegittimità del decreto per l’evidente mancanza di motivazione e per la contraddittorietà che ne distingue la parte introduttiva e quella normativa.  In particolare  il decreto, nelle sue premesse, richiama i costi effettivamente sostenuti da Aci e recita a tale proposito “ritenuta la necessità di garantire l’autonomo equilibrio economico finanziario del servizio in rapporto ai costi effettivamente sostenuti per l’espletamento dello stesso” mentre è  chiaro che Aci percepisce emolumenti anche per quei servizi che non fornisce più, in ogni caso a prescindere dal fatto che li fornisca o meno. A questo punto Aci dovrà presentarsi innanzi al Tar Lazio e così dovrà fare il ministero per difendere il testo del decreto.
 <<Questo aumento tariffario delle pratiche auto, variabili di anno in anno, è valutabile per il 2013 in circa 30-40 milioni di euro – dichiara Pignoloni –  un ulteriore salasso che ricade ingiustificatamente su automobilisti e  imprese oltre che  sul mercato delle auto>>.
Unasca,  in qualità di associazione maggiormente rappresentativa del settore dei servizi al mondo dell’auto,  da anni lavora a delle proposte di semplificazione dell’apparato burocratico finalizzate alla riduzione dei costi, tagli agli sprechi, velocizzazione ed efficienza dei servizi per il cittadino. In particolare Unasca punta alla creazione di un unico archivio pubblico al posto dei due ridondanti archivi esistenti, quello della Motorizzazione, gestito dal ministero dei Trasporti e quello del Pra, gestito dall’Aci.
 <<Solo in Italia  – spiega Pignoloniesistono due strutture e un doppio  archivio pubblico che si occupano entrambi dei dati relativi ai veicoli:  la Motorizzazione Civile, che fa capo al ministero dei Trasporti e il Pra gestito dall’Aci. Tale duplicazione dell’apparato pubblico comporta annualmente  costi e sprechi enormi per i cittadini e imprese nonché per  lo Stato, gli operatori commerciali del settore e per gli studi di consulenza e di pratiche auto, in termini di denaro, documenti, procedure,  tempi di lavoro e personale impiegato, oltre che provocare continue inefficienze come dimostrano ad esempio  le cartelle pazze  per il disallineamento dei dati.  Nel 2012 ammonta a più di due miliardi di euro quanto pagato dagli utenti per l’imposta provinciale, le  doppie tasse e  i doppi costi di gestione del sistema  Motorizzazione-Pra . Un solo archivio pubblico e la carta di circolazione europea quale unico documento del veicolo, così come auspicato dal rapporto del giugno 2008 depositato in Parlamento  dalla Commissione tecnica del ministero dell’Economia e Finanze sulla spending rewiev nel settore trasporti, produrrebbero ingenti  risparmi agli automobilisti e allo Stato per alcune centinaia di milioni di euro l’anno>>.