Roma – <<L’aumento di un punto percentuale dell’Iva (dal 21% al 22%), già programmato per il prossimo luglio dal precedente Governo, rischia di gravare pesantemente sul già depresso mercato dell’auto, bloccando le nuove immatricolazioni 2013 su livelli mai raggiunti negli ultimi 30 anni: 1,2 milioni di vetture, -14% rispetto a un già drammatico 2012>>.
E’ questa la denuncia formulata stamane da Amoer – Associazione per una mobilità equa e responsabile nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Missione Mobilità”, prevista a Roma i prossimi 21 e 22 giugno con l’obiettivo avanzare proposte concrete per rilanciare la mobilità su quattro e due ruote e denunciare le continue vessazioni subite dalla filiera.
Nei primi 5 mesi dell’anno il mercato dell’auto, con 611.689 vetture vendute, ha registrato una forte flessione (-11,3% rispetto alle 686.095 dello stesso periodo del 2012), ma il previsto aumento dell’Iva potrebbe accentuarne il crollo.
<<Il ritocco verso l'alto – evidenzia il presidente Amoer, Pierluigi Bonoradeprimerebbe ulteriormente una domanda di auto già molto bassa e da 36 mesi in costante calo, ridurrebbe i consumi di carburante, causerebbe seri problemi di sicurezza a causa del conseguente caro-manutenzione. Sarebbe un colpo difficile da assorbire per le imprese del settore dell’auto, non solo per l’impatto economico, ma anche per quello psicologico sui consumatori finali. E ad essere maggiormente penalizzate saranno le famiglie con reddito più basso che vedranno ulteriormente contrarsi il proprio potere di acquisto. L’effetto congiunto di questi fenomeni determinerà una nuova diminuzione delle entrate fiscali per lo Stato, su livelli ben più bassi rispetto a quanto previsto; dopo le misure su carburanti e superbollo, l’harakiri, che più volte abbiamo evocato, si perpetuerebbe>>.
Secondo le elaborazioni dell’Amoer su dati del Centro Studi Fleet&Mobility, l’aumento dell’Iva farà lievitare di circa 140 euro il costo medio che le famiglie sosterranno per l’acquisto dell’auto, allontanando ulteriormente i potenziali acquirenti dalla sostituzione dell’auto. A fronte di un costo medio per vettura di 16.775 euro (con Iva al 21%), il prezzo salirebbe a quasi 17.000 (+139 euro). Ripercussioni più pesanti graverebbero anche sulle vetture immatricolate da aziende (+169 euro) e società di noleggio (+152 euro). Non ultimo, l’eventuale aumento di un punto dell’IVA graverebbe anche sui carburanti,  sulle manutenzione (con evidenti ricadute sul fronte della sicurezza) e sugli altri prodotti della filiera (pezzi di ricambio, olio, ecc).