Torino – Nei prossimi giorni gli stabilimenti Fiat e Fiat Industrial saranno costretti ad una nuova fermata produttiva per la mancanza delle forniture provenienti dal Gruppo Selmat. Tuttora sui piazzali delle aziende Fiat si trovano più di 5.500 veicoli che non possono essere completati a causa della mancanza dei componenti Selmat, che continuano ad arrivare in misura insufficiente. Si renderà quindi necessario interrompere la produzione per utilizzare le poche forniture provenienti da Selmat per completare i veicoli che giacciono sui piazzali in numero ormai ingestibile.
Per quanto riguarda Pomigliano “Fiat ritiene strumentali le polemiche scatenate negli ultimi giorni da alcune organizzazioni sindacali e da forze politiche –  si legge in una nota del Lingottosull’accordo siglato il 23 maggio scorso con le Rsa dello stabilimento. L’intesa prevede due sabati con recupero per fare fronte ad un picco di produzione di vetture legate a commesse ricevute da aziende di autonoleggio. Ancor più grave, alla luce di quelle che sono state le dichiarazioni apparse sui media, è la possibilità che possano essere organizzati blocchi illegali per impedire ai lavoratori il normale accesso al proprio posto di lavoro. I due sabati di recupero programmati dall’accordo sono segnali positivi che devono essere colti tenendo anche conto che si tratta di iniziative previste nell’ambito del contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl) e che non si tratta di azioni che vengono fatte in regime di straordinario. A Pomigliano sono in attività oltre 3.000 persone e solo poco più di mille rimangono in cassa integrazione. Fiat ha investito per Pomigliano oltre 800 milioni di euro rispettando tutti i programmi annunciati, ad oggi solo le condizioni del mercato ci hanno impedito di fare rientrare in fabbrica tutti i lavoratori”.