Roma – Una sedia vuota in rappresentanza delle istituzioni colpevolmente assenti nel dialogo e confronto con la filiera dell’auto.  Questa è stata solo l’ultima di una serie di provocazioni e di proposte che si sono alternate nella due giorni di “Missione Mobilità”, la seconda edizione della manifestazione dedicata alla mobilità su due e quattro ruote tenutasi presso la sede della Pontificia Università Lateranense promossa da Amoer, Associazione per una mobilità equa e responsabile. Al centro del dibattito la denuncia delle continue vessazioni subite da automobilisti e motociclisti e l’analisi e le proposte presentate alle istituzioni per superare la crisi del settore.
<<Siamo entrati in contatto diretto con 14 rappresentanti del Governo – ha evidenziato provocatoriamente Pierluigi Bonora, Presidente di Amoernessuno ci ha dato la propria disponibilità a partecipare. La convinzione è che queste persone non abbiano risposte da dare. La sensazione è che per loro parlare di auto e mercato possa nuocere al consenso, a maggior ragione se i rappresentanti politici sono le stesse persone impegnate a parlare di Iva e tasse che contribuiscono ad affossare il settore. Eppure si tratta di un complesso di vari settori produttivi, che, fino al 2011, ha garantito l’11,4% del Pil (fatturato), il 16,6% di contribuzione al gettito fiscale nazionale e  1.200.000 addetti, tra diretti e indotto. Nonostante questi numeri, il nostro ospite quindi oggi rimane una sedia vuota e questo ci dispiace molto>>.
Tra gli interventi della due giorni di lavori meritano una menzione particolare quello di Giacomo Mori, Alix Partners director, e Antonio Ghini che hanno lanciato messaggi di particolare rilevanza. Mori illustrando i risultati della ricerca sulla “De-Motorizzazione”, ha evidenziato come l’auto non sia più il bene sognato e agognato dalle nuove generazioni: <<I neo maggiorenni sono più interessati agli strumenti di connessione (nuove tecnologie e web) e all’intrattenimento. Solo il 16,6% dei ragazzi (tra i 18 e i 29 anni) intervistati su cosa avrebbero voluto comprare avendo a disposizione 30mila euro, ha indicato un’auto nuova>>.
Antonio Ghini, direttore di Ferrari Magazine, ha precisato che oggi la mobilità deve essere vista in un modo nuovo dettato dalla tecnologia che ci indica una nuova direzione virtuosa: <<Le nuove generazioni vedono la mobilità come un fattore naturale, non hanno vissuto l’arrivo dell’auto come una rivoluzione e il loro scarso interesse per le auto è solo dettato dal fatto che i costi di acquisto e di mantenimento di un’auto sono alti. L’auto rimane tuttora uno status symbol, un sogno>>.
Hanno completato il convegno di apertura gli interventi di Gian Primo Quagliano, presidente Centro Studi Promotor; Michele D’Argenzio, project manager Bertone; Antonio Carcaterra,  docente di Dinamica del Veicolo Università Sapienza di Roma; Antonio Sciolari, direttore scientifico Assoknowledge; Alessandro Toffanin, product communication specialist Bmw; un rappresentante dell’Associazione Salvaciclisti.
Dopo aver analizzato i trend della mobilità in corso in Italia e in Europa, i lavori del secondo giorno sono stati dedicati ad analisi e proposte per reagire.
I primi a dire la propria sono stati i componenti della Task Force di Amoer (coordinati dal giornalista Paolo Artemi), arricchitasi del supporto di due giovani studenti, Francesca Sandri e Aldo Novelli, per interpretare al meglio desideri e scelte delle nuove generazioni sempre più distanti dalla mobilità a due e a quattro ruote.
Diverse le sollecitazioni e proposte illustrate: dalla necessità di rivedere il modello distributivo delle concessionarie evidenziata da Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility, all’importanza di modificare strumenti e modalità di comunicazione con l’utente finale messa in luce da Giulia Marrone, direttrice comunicazione Ancma.
Nella tavola rotonda, caratterizzata, come accennato, dall’assenza colpevole delle istituzioni, si sono confrontati sullo stato di crisi del settore e sulle strategie di uscita “dal tunnel” i rappresentanti della filiera dell’auto: Romano Valente, direttore generale Unrae;  Elisa Boscherini, responsabile relazioni istituzionali di Anfia; Gianluca De Candia, direttore Generale Assilea; Saverio Greco, vice presidente Federauto; Pietro Teofilatto, direttore noleggio a lungo termine Aniassa; Salvatore Piccolo, responsabile settore autotrazione  Assogaliquidi.
Il presidente Bonora ha chiuso i lavori dando appuntamento a settembre per una nuova tappa di "Missione Mobilità", questa volta a Milano.
Modena, a metano il 58,6% delle auto della flotta comunale
E a proposito di mobilità, il 58,6% delle auto in dotazione al Comune di Modena sono alimentate a metano. Modena si piazza in testa alla graduatoria stilata in base alla percentuale di vetture a metano in dotazione ai Comuni capoluogo di provincia. Poco più distanziati seguono, dalla seconda alla quinta posizione, i Comuni di Milano (57,6%), Palermo (52,2%), Pisa (50%) e Ravenna (48,4%).
Questi dati emergono dall’analisi effettuata dall’Osservatorio Federmetano su base
Istat. Dalla ricerca  emergono alcuni dati interessanti. In primo luogo va sottolineato il buon esempio delle Istituzioni dell’Emilia-Romagna, che occupando ben 6 delle prime 11 posizioni della graduatoria, si conferma la regione con la più alta percentuale di vetture a metano in dotazione ai Comuni capoluogo di provincia. In secondo luogo, è significativa la presenza al terzo posto in classifica (e cioè subito dopo Milano) del Comune di Palermo. Il suo piazzamento così alto ne fa la realtà più all’avanguardia fra i Comuni del meridione sensibili alla sostenibilità ambientale.
<<Bisogna ricordare che il metano – commenta Dante Natali, a capo dell’Osservatorio Federmetanoè il carburante più ecologico ed economico tra quelli maggiormente diffusi e rappresenta anche la soluzione più adatta per ridurre le emissioni di sostanze inquinanti provenienti dai trasporti su strada. Le amministrazioni comunali possono fare molto per favorire lo sviluppo del metano e accrescere gli effetti benefici apportati dal suo utilizzo. Il successo dei Comuni capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna, ma anche l’esempio virtuoso di Palermo, possono diventare modelli da seguire anche per la cittadinanza per aumentare la quota di auto a metano e contribuire quindi a contenere l’impatto ambientale delle autovetture>>.