Roma –  In relazione al ricorso della Fiom, esclusa dalla Rsa, contro la Fiat, la Consulta ha oggi dichiarato illegittimo l'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori, nella parte che consente la rappresentanza sindacale aziendale (Rsa) ai soli sindacati firmatari del contratto applicato nell'unità produttiva. "La Consulta – si legge in una nota –  nella camera di consiglio di oggi, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, 1 c. lett. b) della legge 20 maggio 1970, n. 300 (cosiddetto Statuto dei lavoratori) nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell'ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell'azienda".
La questione di legittimità costituzionale é stata sollevata e rimessa alla Consulta dai giudici dei tribunali di Torino, Modena, Vercelli, a seguito dei ricorsi presentati dai metalmeccanici della Cgil, esclusi dalle Rsa per non aver firmato il contratto specifico della Fiat, che richiama l'articolo 19 della legge 300 del 1970. Il sindacato aveva sollevato il contrasto con gli articoli 2, 3 e 39 della Costituzione, ossia sulla lesione del principio solidaristico, la violazione del principio di uguaglianza e del principio di libertà sindacale.
Da Torino è arrivata la replica della Fiat che in un comunicato rende noto che “in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, la Fiat si limita ad osservare che con questa decisione la Corte ha ribaltato l’indirizzo che la stessa aveva espresso nelle precedenti numerose decisioni sull’argomento nei 17 anni durante i quali è in vigore l’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori nella sua attuale formulazione. Sulla base della lettura del comunicato stampa emesso oggi, sembra che la Corte Costituzionale abbia collegato il diritto a nominare le Rsa alla partecipazione alla negoziazione dei contratti collettivi poi applicati ai lavoratori dell’azienda. Se questa lettura è corretta, la decisione non appare riferibile alla posizione assunta dalla Fiom che, a priori, ha sempre rifiutato qualsiasi trattativa sui contenuti del contratto collettivo specifico di lavoro di primo livello di Fiat Spa e di Fiat Industrial applicato a partire dal primo gennaio del 2012 nonché sul recente rinnovo del predetto contratto collettivo. Fiat ha sempre preso tutte le decisioni di tipo industriale tenendo conto della legislazione vigente e in particolare, dell’art. 19 dello Statuto dei Lavoratori, modificato nel 1996 in seguito al referendum del 1995. La Fiat ricorda che il referendum che ha introdotto l’articolo 19 nella sua presente forma fu promosso da Rifondazione  Comunista e dei Cobas con l'appoggio pieno della Fiom. Viste le incertezze sollevate da questa decisione della Corte Costituzionale, la Fiat rimette piena fiducia nel legislatore affinchè definisca un criterio di rappresentatività più solido e più consapevole delle delicate dinamiche delle relazioni industriali, che dia certezza di applicazione degli accordi, garantisca la libertà di contrattazione e la libertà di fare impresa, come avviene nei paesi di normale democrazia nelle relazioni industriali”.