Torino – Nel 2012 il mercato dei motori fuoribordo in Italia ha fatto registrare una contrazione del  26,3% rispetto all’anno precedente. È un dato fortemente negativo quello recentemente diffuso da Icomia,  International Council of Marine Industry Associations, specchio di una situazione che dal 2008 in poi si è andata facendo sempre più pesante per la congiuntura negativa che da allora ha investito l’Occidente. Economia in crisi e recessione hanno dunque lasciato il segno anche nel mondo della nautica, ma è indubbio che a rendere la flessione del mercato ancora più profonda nel 2012 abbiano contribuito fattori quali il costo dei carburanti, cresciuto inesorabilmente e con esso i costi di gestione delle barche, l’aumento delle tasse, anche quelle specificamente riferite al diporto nautico, e sicuramente il clima poco favorevole acceso verso il mondo dello yachting da una campagna mediatica che ha troppe volte utilizzato le barche come uno stereotipo negativo, strettamente connesso all’evasione fiscale e al malaffare.
Nonostante questo quadro poco confortante, per Suzuki Italia divisione Marine il 2012 è stato un anno positivo. Analizzando nel dettaglio i numeri diffusi da Icomia, emerge come il costruttore giapponese sia riuscito a consolidare il proprio mercato in Italia, ottenendo quote mai toccate prima. Nella scorsa stagione, infatti, la fascia dei motori con patente ha raggiunto una quota di mercato pari al 26,5%, evidenziando un trend positivo che ha portato Suzuki a scalare la classifica dei motori più venduti, raggiungendo, nel mese di dicembre 2012, la conquista del primo posto assoluto fra i marchi presenti nel nostro mercato.
La tecnologia al servizio delle prestazioni, della semplicità d’uso e, non ultimo, del contenimento dei consumi, è il fattore premiante che accomuna la gamma Suzuki e del quale l’utenza, sempre più consapevole e informata, conosce evidentemente il valore. Significativo, in questo senso, è il risultato ottenuto nei fuoribordo oltre i 250 cv – la crescita fatta registrare in termini di volumi è stata di oltre il 12% – dove Suzuki copre il segmento con due modelli, rispettivamente il DF300AP e il DF250AP, che rappresentano lo stato dell’arte della tecnologia in termini di meccanica e elettronica di gestione: V6 inclinati di 55°, 4.028 cc, vantano l’utilizzo del sistema a combustione magra Suzuki Lean Burn, che migliora l’efficienza dei motori inducendo consumi ridotti e un minor livello di emissioni;  un nuovo piede dal design maggiormente idrodinamico, per una migliore immissione dell’acqua nel sistema di raffreddamento;  l’esclusivo Suzuki Selective Rotation, il sistema di trasmissione che intervenendo esclusivamente sull’elettronica di gestione è in grado di convertire la rotazione dell’elica, da sinistrorsa a destrorsa, senza dover modificare la meccanica; il Suzuki Precision Control, che attraverso l’utilizzo, della tecnologia drive by wire, consente il totale controllo del fuoribordo per una manovrabilità superiore.
L’altro dato estremamente positivo è stato raggiunto nella fascia di mercato dei fuoribordo compresa fra 20 e 25 cv. In questo ambito Suzuki ha lanciato la scorsa estate l’innovativo DF20A che assieme al fratello minore DF15A ha portato in dote una serie di valori tali da consentire al marchio Suzuki di far crescere di quasi il 10% la propria quota di mercato: con i suoi 53,5 chili risulta essere il motore fuoribordo 20 cv più leggero del mercato; adotta un nuovo sistema d’iniezione elettronica senza l’ausilio della batteria; utilizza la tecnologia Lean Burn; è dotato di una barra di guida “user friendly” per la gestione del cambio-marcia, l’azionamento della valvola a farfalla e la regolazione della frizione dell’acceleratore; utilizza il power trim per garantire un assetto ottimale all’imbarcazione e esaltare le performance del motore.
Nella fascia da 65 a 100 cv il marchio Suzuki ha consolidato la propria leadership assoluta di mercato grazie soprattutto agli ottimi risultati di vendita dei DF70A/DF80A/DF90A, fuoribordo derivati da una stessa unità termica a quattro cilindri, quattro tempi, da 1.502 cc. Dotati di Lean Burn, adottano un sistema di disassamento fra albero motore e asse di trasmissione che ne conferiscono compattezza e leggerezza.