Torino – Torino – Rispondendo alle domande degli analisti finanziari nel corso della conference call del Gruppo Fiat per la presentazione dei dati del secondo trimestre, l'a.d. del Gruppo Sergio Marchionne ha detto di non aspettarsi cambiamenti per il mercato dell'auto la cui situazione è stata illustrata nelle slide della conference. Marchionne ha evidenziato  la persistente debolezza del mercato del Vecchio Continente, esacerbata da un alto livello della competizione tra costruttori d’auto e da un livello basso della domanda in Italia. 
Marchionne ha confermato la propria “guidance” per il 2013 ed ha sottolineato che «le condizioni industriali in Italia rimangono impossibili. Fiat potrebbe produrre i nuovi modelli Alfa Romeo all’estero. Abbiamo le alternative necessarie per realizzare le Alfa ovunque nel mondo. Quel che chiediamo  è chiarezze nelle regole, altrimenti potrebbero esserci delle implicazioni (riferimento al chiarimento della Corte Costituzionale sulla sentenza Fiat-Fiom, ndr). Abbiamo chiesto con urgenza al Governo italiano di varare misure che rimedino a questo vuoto ma per ora non vediamo niente».
Marchionne non si è sbilanciato sui tempi di una sua decisione sull'argomento, «c’è sempre una deadline», ha detto l'a.d. «Nel frattempo stiamo ancora cercando di capire le implicazioni dell’ultima sentenza per le nostre attività in Italia e stiamo organizzando un incontro con il sindacato (l'appuntamento con il leader della Fiom Maurizio Landini è fissato per venerdì pomeriggio a Roma, ndr) che è al centro di questo contenzioso. Vedremo il risultato. Dopo il tavolo con gli altri rappresentanti sindacali in mattinata. Fiat, al momento, resta aperta a cercare soluzioni che possano garantire l’operatività delle attività in questione. Non abbiamo pregiudizi ma siamo fortemente determinati a trovare una soluzione duratura nel tempo».
Parlando di Chrysler Marchionne ha confermato che Fiat e Veba non sono vicine a un accordo sul prezzo della quota della Chrysler detenuta dal Fondo e ha sottolineato che le attività europee del Lingotto raggiungeranno il break even nel 2015. «Ci attendiamo che il resto dell’anno sia in linea con i risultati del secondo trimestre. Un trimestre molto soddisfacente per Fiat, grazie anche ai risultati molto buoni di Chrysler».
Sull'argomento Veba, Fiat Spa prende atto della decisione pronunciata dalla Court of Chancery del Delaware nella causa promossa da Fiat nei confronti del Veba in merito alla call option sulla partecipazione in Chrysler Group Llc. Secondo il Call Option Agreement del 10 giugno 2009, Fiat ha diritto di acquistare una parte della partecipazione del Veba in Chrysler in più tranche ad un prezzo da determinarsi secondo una formula predefinita.1 Con la sua decisione, la Corte del Delaware ha accolto, senza ulteriore istruttoria, le domande di Fiat su due delle questioni più rilevanti della causa. La Corte ha anche rigettato, nella loro interezza, le contrapposte richieste di Veba di pronuncia senza istruttoria, ivi inclusa quella secondo cui Veba non potrebbe vendere la sua partecipazione in Chrysler al prezzo risultante dal Call Option Agreement a causa dei divieti contenuti nelle Department of Labor’s Prohibited Transaction provisions. Fiat auspica che attraverso l’istruttoria richiesta dalla Corte possano essere presto risolte le poche questioni ancora aperte nel contenzioso e continua ad avere fiducia nel fatto che anche tali residue questioni saranno risolte in suo favore.
Fiat Automobiles Group ha chiuso il secondo trimestre con il risultato della gestione ordinaria in aumento del 9%, a oltre 1 miliardo di euro, e l’indebitamento netto industriale sceso a 6,7  miliardi di euro, principalmente per l’effetto del positivo flusso di cassa operativo di Fiat esclusa Chrysler. I ricavi sono in crescita del 4%, a 22 miliardi di euro per effetto dei maggiori volumi di vendita. L’utile netto è stato di 435 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al secondo trimestre del 2012. La liquidità disponibile complessiva, che comprende linee di credito non utilizzate per 3 miliardi di euro, è pari a 21 miliardi di euro, in linea con il 31 marzo 2013, nonostante un impatto negativo significativo della variazione dei cambi di conversione. A giugno, Chrysler ha rinegoziato con successo, modificandone le condizioni, il term loan di 3 miliardi di dollari e la sua linea di credito non utilizzata di 1,3 miliardi di dollari. Nello stesso mese Fiat ha rinnovato la sua linea di credito revolving a tre anni di 2 miliardi di euro, successivamente aumentata a 2,1 miliardi di euro. A luglio, Fiat ha emesso, nell’ambito del programma Gmtn, un prestito obbligazionario con scadenza a 6 anni da 850 milioni di euro.
Per i marchi generalisti Fiat, Lancia e Alfa Romeo le consegne a livello mondiale sono in aumento del 5% a, 1,2 milioni di veicoli, con  incrementi a doppia cifra nei Paesi Latino-America e Asia-Pacific, del 4% in Stati Uniti-Canada-Messico e diminuzione del 5% in Europa-Medio-Africa. I marchi di lusso e sportivi Ferrari e Maserati sono in crescita del 14%. Il Gruppo conferma i target per l'anno in corso.
Fiat Group Automobiles, Crédit Agricole  e Crédit Agricole Consumer Finance  hanno raggiunto un accordo per il rinnovo della loro joint venture paritetica in Fga Capital ino al 31 dicembre 2021. Cacf e Fga hanno concordato di rinnovare la durata della loro alleanza in Fgac al fine di assicurare nel tempo la sostenibilità di Fgac, società “captive” che gestisce le principali attività finanziarie di Fga in Europa nel finanziamento alla clientela finale e ai concessionari, nella locazione di lunga durata e nella gestione delle flotte. Questa attività è geograficamente ben diversificata tra i principali paesi europei. Fgac continuerà a beneficiare del sostegno finanziario del Gruppo Crédit Agricole pur continuando a rafforzare la propria partecipazione attiva ai mercati della cartolarizzazione e del debito.