Rimini – Affluenza di pubblico in crescita e full booking dei test drive nella seconda giornata di H2R – Ecomondo  – Key Energy.  E’ un pubblico curioso e preparato quello che si accalca attorno ai modelli auto a basso impatto ambientale per informarsi, per approfondire e per accreditarsi ai test drive e provare all’aria aperta, complice anche un’insolita giornata dal clima primaverile, le più recenti proposte di mobilità sostenibile delle Case Auto. Gli istruttori professionisti di Drivevent hanno registrato il tutto esaurito, addirittura più prove di quelle teoricamente possibili a calendario, grazie ad un prolungamento oltre l'orario di chiusura previsto, informando ed accompagnando a turno i visitatori in attesa di testare Bmw i-3 (100% elettrica), Fiat 500 L TwinAir Turbo Natural Power, Ford Focus  Electric (100% elettrica), Mazda 6 SW 2.2 dsl (skyactive diesel euro 6), Smart Fourtwo coupè (100% elettrica), Nissan Leaf  (100% elettrica), Volkswagen Nuova e-up! (100% elettrica) e  Volvo V60 Plug-in Hybrid.
Nuove occasioni di confronto nell’agorà, sotto la cupola della Hall centrale. Arval, leader nel mercato del noleggio a lungo termine e gestione flotte aziendali, presente in 39 Nazioni (in Italia da 18 anni gestisce oltre 130mila veicoli) ha partecipato ad un incontro con H2R  proponendo una riflessione a cura  del suo Corporate Vehicle Observatory, il Centro studi sulle nuove tendenze della mobilità aziendale che propone analisi e spunti di riflessione volti alla definizione di strategie di corporate mobility.  “L’evoluzione delle soluzioni digitali per la mobilità” ha evidenziato la crescente tendenza verso sistemi di mobilità (specie aziendale) sempre più intelligenti in cui l’integrazione delle tecnologie di comunicazione, smartphone e tablet  in testa, permette di ampliare il concetto stesso di mobilità, apre un dialogo in tempo reale tra conducenti, veicoli, sistemi e infrastrutture di trasporto e indica la via a nuovi servizi di mobilità. Lo smartphone dialoga con il veicolo, lo monitorizza , lo setta, funge da chiave, consente servizi integrati attraverso le App inclusa la chiamata d’emergenza (e-call) che dall’anno venturo sarà obbligatoria sui mezzi per una Direttiva Europea. Le App analizzano gli stili di guida, consigliano il conducente verso una guida consapevole e consentono la localizzazione del veicolo più vicino nel car sharing e car pooling,recenti  fenomeni di  mobilità in forte crescita.
L’atteso appuntamento al convegno organizzato da InterAutoNews (storico media partner di H2R, sin dalla prima edizione) per un confronto su problematiche ed opportunità finalizzate allo sviluppo del green business nell’auto si è aperto con un’intervista al ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. Il direttore ed editore della testata Tommaso Tommasi ha invocato un piano di intervento pluriennale per dare ossigeno ad un settore in grande sofferenza e creare le premesse per uno sviluppo ecologico di un parco circolante gravato da almeno 10 anni di anzianità, proponendo piani di incentivazione (come in Francia) volti a modificare la tassa di circolazione a fronte dell’acquisto di un mezzo meno inquinante. Il ministro Zanonato nonostante le risorse limitate (45 milioni di euro) instituirà un tavolo di  confronto a sostegno del settore dove incontrare produttori di auto, importatori (inclusa la componentistica) a favore di una crescita di mezzi a basso impatto e  porterà all’attenzione del ministero dell’Economia e Finanza interessanti meccanismi di incentivazione fiscali volti a contribuire in diversi settori tra cui quello automobilistico.
Il dibattito con i rappresentanti di Case, concessionarie, enti e media sui risultati del sondaggio indetto da InterAuto News e H2R ha evidenziato l’atteggiamento dei concessionari nei confronti della mobilità sostenibile. Si vendono poche auto da sei anni a questa parte, cosa significa allora vendere mobilità? I concessionari individuano nei servizi di noleggio e di car sharing le più alte possibilità, ma sembrano scettici nei confronti di un’accelerazione della green economy che viene rimandata ad un futuro di almeno 10 anni. Ci vorrebbe un piano nazionale, un impegno della politica chiaro, ma forse non è opportuno demandare tutto alla politica.  In Italia manca la capacità di “fare sistema” e tutti concordano nella necessità di “contaminare”, fare comunicare il mondo dell’auto con altri mondi, all’interno di altri bacini, individuando strumenti per allargare il concetto della mobilità dei concessionari: vendere bici, offrire servizi, comunicare adeguatamente ai giovani neo patentati futuri fruitori con un linguaggio adatto.