Roma – Non tutti i veicoli vecchi sono storici: solo quelli che testimoniano lo sviluppo automobilistico nel corso degli anni, in termini di tecnologia, design, eleganza e prestazioni sportive, possono fregiarsi del titolo di “auto d’epoca”, meritando così a pieno titolo le tutele riconosciute dalla legge.
In quest’ottica Aci ha presentato oggi la lista dei modelli storici, annunciata alla Fiera di Auto e Moto d’Epoca di Padova e già consegnata all’Ania per fornire alle compagnie di assicurazione, ai fini della circolazione, uno strumento utile a muoversi con uniformità, chiarezza ed efficacia nel settore dell’automobilismo d’epoca. Ai fini della conservazione, invece, sarà poi opportunoindividuare i modelli ultraventennali che possano godere dell’esenzione dalla tassa di possesso, anche in attesa di acquisire valore storico.
<<Il mondo dei veicoli d’epoca rischiava di perdere identitàdichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damianie conseguentemente ogni vantaggio e tutela. Con il nostro intervento sotto il marchio di Aci Storico accendiamo una nuova luce a beneficio dei collezionisti, delle assicurazioni e di tutti gli interlocutori pubblici e privati del settore>>.
L’elenco stilato dalla Commissione Registro Storico dell’Aci prevede al momento 340 modelli con almeno 20 anni di anzianità, ai quali vanno poi aggiunti tutti i veicoli con più di 40 anni di età. A queste vetture le assicurazioni continueranno a riconoscere ogni beneficio, indipendentemente dall’adesione a un club. Per Aci è infatti assurdo che lo Stato abbia finora delegato a un organismo privato compiti di defiscalizzazione sui veicoli senza fissare alcuna tariffa per l’erogazione del servizio a tutela degli utenti, obbligando peraltro gli automobilisti a tesserarsi a un’associazione per vedere riconosciuti i propri diritti. Aci Storico non è e non vuole essere lo strumento senza il quale non si può accedere alle facilitazioni di legge, bensì lo spazio dove i possessori di auto d’epoca possono condividere la propria passione, mettere in sinergia le singole conoscenze e valorizzare le proprie competenze, divertendosi insieme.
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Nel comunicato stampa dell'Aci non è esplicitamente indicato il "privato" che fin oggi ha gestito la materia. Ma il riferimento vale per l'Asi, l’Automotoclub Storico Italiano, nato nel 1966 e composto da 250 club federati e 29 club aderenti, con oltre 140mila appassionati di veicoli storici, rappresentante del motorismo storico italiano presso tutti gli organismi nazionali ed internazionali. L’Asi come da statuto fin oggi ha da solo sostenuto e tutelato gli interessi della motorizzazione storica italiana, valorizzandone l’importanza culturale e sociale. I veicoli iscritti all’Asi usufruiscono di benefici fiscali e facilitazioni per la circolazione, riconosciuti per la valenza storica che rappresentano. Per tale motivo non tutte le autovetture di una certa età sono facilmente iscrivibili Asi poiché devono essere in ottime condizioni e, soprattutto, montare esclusivamente pezzi originali (quest’ultima regola vale soprattutto per la categoria “Asi Oro”).
Ora arriva Aci Storico ed addirittura ha inviato all'Ania che raggruppa le compagnie di assicurazioni l'elenco delle auto storiche che possono usufruire dei vantaggi assicurativi. Significa che il resto è carta straccia?
La querelle è aperta ed aspettiamo le reazioni dell'Asi.