Bologna – In ottobre i consumi di benzina sono calati del 3,5%, quelli di gasolio auto dell’1,2%. Dopo la pubblicazione del dato negativo sul Pil del terzo trimestre, il nuovo calo dei consumi di carburanti auto è un ulteriore conferma che la ripresa dell’economia annunciata dal Governo non è iniziata neppure in ottobre. Vi è infatti una chiara correlazione tra i consumi di carburante e i volumi dell’attività economica.
Secondo le elaborazioni del Centro Studi Promotor con il calo di ottobre la spesa degli italiani per i carburanti per autotrazione nei primi dieci mesi dell’anno si attesta a quota 53,197 miliardi. Una cifra di sicuro rilievo, ma inferiore di 3,536 miliardi al dato corrispondente del 2012. In termini percentuali la contrazione è del 6,2%. Negativo è anche l’andamento delle due grandi voci tra cui si distribuisce la spesa complessiva e cioè il carico fiscale (55,9%) e la componente industriale (44,1%). Entrambi queste voci sono in calo. Nelle casse dell’Erario dai carburanti per autotrazione sono affluiti nei primi dieci mesi dell’anno 29,729 miliardi con un calo di 960 milioni sul 2012 (-3,1%). Molto più consistente il calo della componente industriale che nei primi dieci mesi dell’anno ha toccato quota 23,468 miliardi con un calo di 2,575 miliardi sullo stesso periodo dell’anno scorso (-9,9%).
Queste cifre, sostiene il Centro Studi Promotor, mettono in luce i gravi errori commessi dai Governi italiani nella politica fiscale sui carburanti per autotrazione. L'eccesso di tassazione ha infatti contribuito al calo dei consumi con un impatto negativo sull’economia. Non solo. Ha anche determinato una contrazione dei proventi per l’industria petrolifera e i distributori ed ha avuto pure un effetto boomerang (o Laffer se si preferisce): il gettito erariale è già calato di 960 milioni con la prospettiva, ormai certa, che nel 2013 nelle casse dello Stato la diminuzione del gettito dei carburanti auto determinerà un buco di oltre un miliardo.
Che la politica fiscale italiana in materia di carburanti per autotrazione sia eccessivamente esosa emerge con grande chiarezza anche dagli ultimi dati sui prezzi nell’Unione Europea. Per la benzina il prezzo in Italia è il più alto in Europa e supera la media di 25,7 centesimi di cui ben 23,1 dovuti al maggior carico fiscale. Per il gasolio il prezzo italiano supera la media dell’Unione Europea di 25,1 centesimi di cui ben 23,8 dovuti al maggior carico fiscale.