Bruxelles – Entro il 2020 l'Unione europea dovrà dotarsi di un'efficiente e capillare rete di distribuzione dei carburanti alternativi per ridurre la dipendenza dal petrolio e tagliare le emissioni di gas serra. In Italia, nello specifico, dovranno essere costruiti almeno 72.000 punti di ricarica per i veicoli elettrici.
È quanto prevede la proposta di direttiva approvata a larga maggioranza (30 voti a favore e 7 contrari) dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo che ora sarà al centro di un negoziato con il Consiglio.
<<Questo voto rappresenta un passo avanti importante verso un trasporto più pulito e più accessibile per i cittadini. Si tratta di un obiettivo ambizioso ma realistico>>, ha commentato il relatore Carlo Fidanza (Ppe).
Il testo prevede requisiti e obiettivi minimi obbligatori entro il 2020 per la realizzazione in ogni Stato membro di un numero minimo di punti di ricarica per veicoli elettrici e di rifornimento per veicoli a gas naturale e idrogeno. La direttiva propone inoltre standard unici per i punti di ricarica delle auto elettriche, in modo da favorire lo sviluppo di una rete uniforme.
L'Italia è il Paese Ue che dovrà costruire il maggior numero di punti di ricarica dopo la Germania (86.000) e davanti a Regno Unito (70.000) e Francia (55.000).
L’eurodeputato italiano Fidanza ha ricevuto dalla commissione Trasporti il mandato per avviare i negoziati con il Consiglio Ue, dove secondo l'eurodeputato <<non mancano resistenze da parte dei governi, preoccupati per l'onere finanziario che potrebbe derivare da questa direttiva>>.
L'obiettivo è di arrivare a un accordo tra le istituzioni Ue entro la primavera del 2014, quando scadrà il mandato dell'attuale Europarlamento.