San Donato Mialnese – Il connubio tra Bmw Italia e l'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano è nato in modo naturale nel 2001 come l’incontro di due eccellenze nel campo della ricerca. Bmw Group Italia in questi dodici anni ha, infatti, sostenuto le ricerche svolte dal San Raffaele sulle cellule staminali adulte del cervello con due milioni di euro. Un’iniziativa che non ha eguali nel nostro Paese e che è stata replicata anche nel 2013. Nel 2008 questa partnership è stata rafforzata con l’inaugurazione della Bmw Research Unit, guidata da Gianvito Martino, direttore della Divisione di Neuroscienze e dell’unità di neuroimmunologia  dell’Istituto di Neurologia sperimentale dell’Irccs Ospedale San Raffaele.
<<Siamo orgogliosiha dichiarato Franz Jung, presidente e a.d. di Bmw Italiadella nostra relazione con l’Ospedale San Raffaele e del progetto che in questi dodici anni abbiamo portato avanti insieme. La nostra Bmw Research Unit – Osr rappresenta il fiore all’occhiello nel nostro programma di responsabilità sociale d’impresa insieme alla Scuola di sci per disabili di Sauze d’Oulx e al programma di sostegno (attraverso borse di studio annuali) dei giovani colpiti dal terremoto in Emilia nel 2011 che abbiamo sviluppato con il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. L’anno prossimo daremo vita, insieme all’Ospedale San Raffaele, ad una nuova fase della nostra relazione, attraverso un’iniziativa che metterà a frutto gli studi e le scoperte fatte dall’unità diretta dal Prof. Gianvito Martino e che favorirà la divulgazione scientifica della Bmw Research Unit – Osr. La nuova fase, che vi presenteremo nel corso del 2014, si inserirà in un programma di corporate social responsibility orientato sia al dialogo interculturale che all’integrazione sociale>>.
<<Migliorare il nostro modo di lavorareha dichiarato Nicola Bedin, amministratore delegato dell’Ospedale San Raffaeleponendoci sempre nuovi obiettivi: è la visione che condividiamo con BMW, nei rispettivi ambiti della nostra ricerca. Siamo grati e felici di poter continuare una collaborazione che unisce due eccellenze e le mette al servizio degli altri: un incontro che non poteva che essere fruttuoso e che ha già consentito di raggiungere importanti traguardi e che proseguirà in un cammino che contiamo ci porti in pochi anni dai modelli sperimentali e dai laboratori, finalmente alla cura dei pazienti>>.
L’Unità di neuroimmunologia, all’interno della quale opera la Bmw Research Unit-Osr, si occupa da anni di medicina rigenerativa e, in particolare, di sviluppare nuovi approcci terapeutici per alcune delle più gravi malattie degenerative che colpiscono il cervello e il midollo spinale, soprattutto dei giovani adulti, come la sclerosi multipla, i traumi del midollo spinale, e l’ictus cerebrale. La finalità ultima del lavoro del gruppo di ricercatori è quella di restituire forma e funzione originaria al tessuto nervoso danneggiato utilizzando nuove terapie rigeneranti basate sull’utilizzo di cellule staminali del cervello e biomateriali. Il passaggio dalla medicina riparativa, tutt’oggi largamente diffusa e utilizzata, alla medicina rigenerativa, che si ritiene sia la medicina del futuro, avviene nel momento in cui si comincia a pensare non tanto e non solo a riparare la parte danneggiata del corpo, ma addirittura a sostituirla integralmente con una nuova, funzionante e identica a quella danneggiata. Per raggiungere questo complesso traguardo è necessario ricostruire le condizioni di base che permettono la rigenerazione dei tessuti nel corpo umano. Il lavoro svolto fino ad ora ha chiaramente indicato che per rigenerare i tessuti bisogna, da una parte, ricostruire l’ambiente in cui il processo rigenerativo avviene, utilizzando metodologie d’ingegneria tissutale che prevedono l’impiego di biomateriali, dall’altra, riuscire ad ottenere e poi espandere in laboratorio grandi quantità di cellule dotate di eccezionali capacità rigenerative, come le cellule staminali. Utilizzando questi due approcci in maniera combinata si pensa che la medicina rigenerativa, in un futuro prossimo, sarà in grado non solo di rigenerare i tessuti danneggiati ma, anche e possibilmente, di sostituirli integralmente con tessuti identici in tutto e per tutto a quelli originali, ma costruiti interamente in laboratorio.

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Melina Famà
23 anni, siciliana doc e amante di scarpe, borse e buon cibo. Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, si avvicina al mondo dei motori grazie al fidanzato, che la istruisce quasi come un maschiaccio. Gattara nell'animo, è admin di @igers_messina.