Roma – Dopo Berlino, Londra, Barcellona e Berna la “European Youth Sports Cup” è approdata a Roma. L’evento, finanziato dall'Unione Europea, rappresenta il momento di condivisione del “Metodo Laureus” studiato ed attivato per combattere il disagio sociale e la criminalità giovanile attraverso percorsi sportivi ed educativi.
Ospite d’eccezione Fabio Capello, commissario tecnico della Nazionale russa di calcio, che ha portato il proprio contributo, durante una sessione d’aula al Campus di Mercedes-Benz Italia, su quesiti riguardanti lo sport, la leadership e il lavoro di squadra, valori che, se acquisiti in giovane età, possono essere traslati nella vita privata e nel lavoro.
La “European Youth Sports Cup” proseguirà all’interno del Borgo Ragazzi Don Bosco che ha deciso di accogliere il Metodo Laureus ed i ragazzi in difficoltà all’interno delle loro squadre, dando vita al progetto “Polisportiva Laureus Roma”.
250 ragazzi provenienti da Regno Unito, Germania, Olanda ed Italia capitanati dal CT Fabio Capello, coinvolti in un “big game” all’insegna del sociale, su quattro discipline: calcio, pallacanestro, pallavolo e judo, capitanate da quattro grandi sportivi: Maurizio Felugo – pallanuotista, centrovasca della Nazionale italiana, Alessia Trost  – campionessa mondiale juniores in carica di salto in alto; Aldo Montano –  schermidore italiano, medaglia d'oro olimpica ad Atene 2004 e Francesca Piccinini – pallavolista italiana, vincitrice di importanti medaglie con la Nazionale italiana.
Alwin Epple, presidente di Mercedes-Benz Italia, ha dichiarato: <<La European Youth Sports Cup è un nuova occasione per sottolineare l’impegno del Gruppo Daimler ad andare oltre la semplice vocazione commerciale, con iniziative concrete sul territorio. L’obiettivo di Laureus non è, infatti, quello di creare campioni, ma aiutare i giovani a diventare adulti sereni, equilibrati, rispettosi delle regole, di se stessi e degli altri>>.
<<Aver scelto Roma come sede di questa iniziativa internazionale è il riconoscimento del ruolo che l’Italia ha acquisito a livello mondiale anche nel mondo non profit: siamo riusciti a mettere a disposizione del mondo non profit le competenze del profit in un’ottica di condivisione di obiettivi e valori sociali>>,
ha dichiarato Ruggero Magnoni presidente di Fondazione Laureus. 
<<Secondo il Metodo Laureus, i ragazzi “agganciati” dalle attività sportive entrano nella rete Laureus formata da scuole, allenatori ed educatori con l’obiettivo di “irrobustirli” e renderli sicuri di sè stessi affinché non assumano comportamenti devianti e si facciano coinvolgere da “branchi” pericolosi per la loro crescita>>, ha commentato Silvana de Giovanni direttore di Fondazione Laureus Italia.

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Dal 1993 pubblicista iscritta all’Ordine dei giornalisti. Diplomata al Conservatorio, ha fatto esperienze musicali come cantante. Le piace Brahams ma ascolta Charlie Parker. Ha un debole per il sushi e la cucina cinese. Ama i gatti neri. Collaboratrice di Automotonews.com dal 2001.