Auburn Hills – Il mega incontro atteso da mesi nel quartier generale del gruppo Fca si è finalmente svolto. Sergio Marchionne, di fronte agli analisti e ai giornalisti di tutto il mondo, ha detto nell'introduzione: <<Ho atteso questo giorno per molti anni, lavorando nel frattempo all'integrazione non solo dei modelli industriali ma anche a quelli delle culture>>.
Dopo l'introduzione e un breve cenno all'Alfa Romeo, <<punteremo a un futuro radioso per il marchio>>, Marchionne ha lasciato il microfono ai capi dei diversi brand.
Il responsabile del brand Jeep, Mike Manley, ha promesso un’internazionalizzazione del brand più fascinoso della “vecchia” Chrysler. Dagli attuali quattro stabilimenti situati tutti in Nord America, la produzione passerà nel 2018 a dieci fabbriche dislocate in sei Paesi diversi. Una di queste sarà Melfi, dove si produrranno 200.000 Renegade. Altre 200.000 arriveranno dall'America Latina e 500.000 dall'Asia. <<Le vendite globali di Jeep – ha detto Manley – saliranno dalle 730.000 di oggi a 1,9 milioni>>.
Al Gardner, responsabile del brand Chrysler, ricordando il claim per il rilancio del marchio (Made in Detroit), ricorda come Chrysler debba identificarsi con il “mainstream america”, puntando su modelli di qualità dal prezzo abbordabile. L’obiettivo è arrivare in cinque anni a vendere 800.000 auto l'anno (contro le attuali 350.000, ndr).
Arriva quindi una frecciatina al colosso Volkswagen Group. A lanciarla Tim Kuniskis, il capo del brand Dodge: <<Nessun adolescente è cresciuto con il poster di una Volkswagen Passat attaccato sul muro in camera da letto>>. Come per dire: i manifesti Dodge pullulano tra i giovani yankee innamorati dei roboanti motori. Antipasto per sottolineare come le vendite Dodge siano aumentate del 133% negli ultimi quattro anni.
Olivier François, numero uno del marchio Fiat, fa vedere i ritagli dei giornali in cui si ipotizza una marginalizzazione del brand e dice che una <<razionalizzazione era necessaria>>. C'è comunque lo zoccolo duro formato da Panda, 500, Freemont, Qubo e Doblò su cui puntare. La Punto è un po' un’incognita, visto che non ha un’erede ma intanto si prepara a far sbarcare negli Usa la Punto Young (insieme alla Panda). Tra i pochi i numeri forniti spiccano le 700.000 unità annue che Francois è convinto di poter mantenere per i prossimi cinque anni in Europa.
Harald Wester, alla guida di Alfa Romeo, sottolinea come nel 2013 Alfa abbia venduto meno di 100.000 vetture. L’obiettivo è quindi lapalissiano: <<Dobbiamo recuperare il terreno perso contro i marchi tedeschi. Ci stiamo lavorando nei sotterranei dell'azienda e chiamiamo “puzzole” i tecnici che stanno progettando il nostro futuro>>. Se l'Alfa risorgerà, questo intervento di Wester passerà alla storia: <<Lavorano di nascosto, senza finestre, sottoterra. Sono 200 e saliranno a 600 l'anno prossimo, e sono del tutto indipendenti dal resto del gruppo>>. Il programma delle “puzzole di Wester” prevede 8 nuovi modelli entro il 2018. E sia le auto sia i motori – a 4 e 6 cilindri, con potenze da 150 a 500 cv – saranno tutti assolutamente italiani, promette il manager tedesco.