Roma – Calzante, ma forse un attimino appena scontato, e il nome in codice dato al piano di rilancio Alitalia: Fenice.
In effetti la nuova compagnia di bandiera dovrà risorgere dalle sue stesse ceneri e potrà farlo, pare, contando su una dotazione iniziale di un miliardo: 300 milioni grazie al prestito ponte del Governo e 700 milioni dalla cordata italiana. Gli investitori che ufficialmente scenderanno in campo per il salvataggio del vettore italiano sono Ligresti, Benetton e l’armatore Gianluigi Aponte. Difficile, invece, un ingresso di Roberto Colaninno.
Al vertice della nuova Alitalia, resta confermato il nome di Rocco Sabelli, così come non cambieranno nome, marchio e livrea attuali. Altra novità: nella nuova società, una newco, entrerà Carlo Toto ma con Ap Holding e non direttamente con Air One essendo troppo indebitata.
Intanto i sindacati sono in fermento dopo avere appreso dei 5 mila esuberi stimati, ben oltre quelli prospettati e rigettati nel piano Air France, ma adesso definiti l’unica via possibile per evitare il fallimento e la perdita di 20.000 posti di lavoro.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, due le ipotesi sulle quali si sta ragionando: costituire una società sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell’Iri che aveva come compito quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e di agevolarne la ristrutturazione, per poi uscirne), oppure varare un decreto legge ad hoc per la loro ricollocazione.
Il susseguirsi continuo di ipotesi e illazioni ha comunque messo in agitazione non solo sindacati e opposizione, ma anche parte della maggioranza la punto che lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, onorevole di AN, ha invitato il Governo a riferire in aula sulla situazione di Alitalia.
Richiesta alla quale ha risposto nell’Aula di Palazzo Madama il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, affermando: «Il governo ha dichiarato la propria disponibilità di fare una trattazione congiunta presso le commissioni parlamentari di Camera e Senato, Bilancio e Trasporti, ed in quella unica e contestuale sede il governo, tramite il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, fornirà tutti i chiarimenti richiesti dal Parlamento. Sulla vicenda Alitalia c’è già stata un’audizione del ministro Tremonti – ha ricordato Vito – c’è stato un dibattito nelle sedi parlamentari collegato alla trattazione dei provvedimenti relativi al salvataggio dell’Alitalia e il governo come sempre è disponibile nelle sedi che si riterranno più opportune a riferire sugli sviluppi della vicenda. Sono state tempestivamente trasmesse dalla presidenza del Senato e della Camera le richieste al governo».
Intanto la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha già smentito la notizia secondo cui l’attuale società in capo ad Aristide Police, verrà commissariata il prossimo 29 di Agosto come fatto intendere dalla stampa nei giorni scorsi. (ore 10:20)
 

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