Torino – Secondo stime elaborate dall’Anfia nel 2007 il prelievo fiscale che ha gravato sul settore automotive italiano è stato di poco meno che di 81,5 miliardi di euro, ovvero circa un quinto di tutte le entrate tributarie nazionali.
 Rispetto al 2006 si è avuto un incremento lievemente più contenuto rispetto alla forte crescita del gettito fiscale totale del Paese, per cui l’incidenza del comparto sul totale delle entrate tributarie risulta del 19,5% (rispetto al 19,9% del 2006).
La quota di tassazione derivante dall’utilizzo dell’autoveicolo nel corso dell’anno, stimata in 53,8 miliardi di euro (+1,2% vs 2006), è quella che incide maggiormente – per oltre i tre quarti – sul totale del gettito proveniente dal comparto. Segue la quota di contribuzione al momento dell’acquisto, data dal versamento dell’IVA e dell’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione), per un ammontare di 10,4 miliardi (+6,7% vs 2006). L’IPT, tassa esistente solo in Italia, da sola ha generato una spesa di 1,32 miliardi, registrando un incremento del 3% rispetto al valore del 2006 in virtù dei quasi 6 milioni di transazioni effettuate lo scorso anno considerando il mercato del nuovo e quello dell’usato. Significativa, infine, la quota di gettito derivante dal possesso (mediante il pagamento del cosiddetto bollo auto): 6,21 miliardi di euro (+5,3% vs 2006). L’aumento dell’incidenza di questa voce si giustifica, almeno in parte, con la modifica delle aliquote introdotta dalla Finanziaria 2006, volta a penalizzare gli autoveicoli maggiormente inquinanti facenti parte del parco più anziano.
Scorporando dal prelievo complessivo l’IRE – l’imposta applicata a salari e stipendi di tutti gli addetti del settore, la cui stima ammonta a circa 11 miliardi di euro – la cifra sfiora 70,5 miliardi, dunque un valore ancora molto alto, che equivale al 4,6% del PIL. Una percentuale, quest’ultima, che si è mantenuta stabile rispetto al 2006 e rappresenta un’incidenza record al confronto con quella dei maggiori Paesi europei: nel 2006 era del 2,9% in Spagna, del 3,4% in Germania e del 3,5% nel Regno Unito e in Francia, tutti valori in calo rispetto a quelli del 2005 eccezion fatta per la Francia dove l’incidenza è rimasta invariata. “Il nuovo e significativo aumento della pressione fiscale rilevata nel 2007 sul comparto autoveicolistico – ha detto Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA – ci porta a riaffermare la necessità di ridurre la tassazione in Italia e di armonizzarla al sistema delineato dall’Unione Europea che prevede il passaggio progressivo dell’attuale tassazione auto ad una tassazione in funzione delle emissioni di CO2. Il gettito derivante dovrebbe essere reinvestito in una logica di approccio integrato, per sostenere il comparto e agevolare al contempo i consumatori, contribuendo al rinnovo del parco circolante, favorendo interventi a supporto del trasporto pubblico, cronicamente in crisi, ammodernando le infrastrutture e connettendole, grazie a tecnologie oggi disponibili, a terminali sul veicolo che consentano una gestione intelligente del traffico”.
(Ore 17:00)

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