Francoforte – Ancora non si conoscono i dati ufficiali (verranno diffusi questa sera alle 18:00 dal ministero dei Trasporti) ma già si sa che le immatricolazioni in Luglio pur essendo rimaste afflitte dal segno meno, non saranno pessime come ci si attendeva.
Purtroppo i dati del mercato italiano non consolano i colossi del mercato automobilistico mondiale che si trovano a dibattersi in un mare di difficoltà
Bmw, ad esempio, ha chiuso il secondo trimestre con un netto calo dei profitti ed è stata costretta a rivedere al ribasso le stime sugli utili per l’intero 2008. Come comunicato dalla società tedesca, nel secondo trimestre l’utile netto è sceso del 32,7% a 507 milioni di euro, rispetto ai 753 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il fatturato è diminuito dello 0,9% a 14,55 miliardi di euro. Il calo è dovuto, secondo Bmw, a un peggioramento del quadro complessivo per l’industria automobilistica, dovuto alla crescita dei prezzi delle materie prime, alla debolezza del dollaro e agli effetti della crisi finanziaria internazionale. Il gruppo di Monaco di Baviera ha lanciato un allarme sugli utili per il 2008 e il grido non è rimasto inascoltato in Borsa dove il titolo è arrivato a perdere oltre il 10% a Francoforte. Male anche a Piazza Affari dove oltre a subire perdite “personali”, i titoli del colosso tedesco hanno trascinato verso il basso anche le azioni Fiat (fresco, fresco del mese di Luglio è l’accordo stipulato con la Casa di Stoccarda). Il titolo del Lingotto è nuovamente scivolato sotto la soglia psicologica degli 11 euro (22 Luglio scorso), a quota 10,82 euro. Gli scambi hanno già riguardato 8 milioni di azioni, pari allo 0,7% del capitale ordinario del gruppo automobilistico torinese. In deciso calo anche le Fiat privilegiate (-2,77%) e le Fiat risparmio (-2,72%). «L’allarme di Bmw ha spiazzato il mercato – ha spiegato un operatore – e Fiat come le altre case automobilistiche stanno risentendo di questo».
L’onda d’urto in effetti ha investito anche l’atro grande colosso in perdita, GM, che ha riportato perdite per 15,5 miliardi di dollari nel secondo trimestre, cioè 27,33 dollari per azione. La perdita supera abbondantemente le più pessimistiche previsioni, se si considera che la stima media fatta dagli analisti propendeva per un passivo di circa due miliardi. I conti del colosso mondiale dell’auto si sono inoltre chiusi in ‘rosso’ per il quarto trimestre consecutivo. 
Dopo la diffusione dei dati della trimestrale il titolo GM è andato in caduta libera a New York, dove la quotazione è scivolata, infatti, fino ad un massimo del 6,1%.(ore 11:00)