Roma – Nel triennio 2010/2012 si sono verificati 2.152 incidenti che hanno coinvolto almeno un quadriciclo, da molti conosciuto come “microcar”, per un totale di 2.922 feriti e 40 morti. Oltre il 40% dei conducenti feriti ha un’età compresa tra i 14 e i 18 anni.
Pur in assenza di linee guida precise, di una regolamentazione legislativa appropriata e dell’obbligo di specifici crash-test per l’omologazione di questi mezzi, il programma internazionale EuroNcap per la sicurezza dei veicoli, istituito da Aci in collaborazione con gli altri Automobile Club europei, ha testato quattro quadricicli molto diffusi sul mercato per valutarne gli standard di sicurezza.
I modelli esaminati sono: Renault Twizy 80, Club Car Villager 2+2, Tazzari Zero e Ligier Ixo J line 4 posti. Pur omologati per la circolazione su strada, tutti hanno ricevuto votazioni estremamente basse e alcuni si sono dimostrati addirittura pericolosi in caso d’urto, manifestando gravi carenze sia nell’impatto frontale che in quello laterale.
I test sono stati effettuati con un protocollo diverso dalle autovetture e quindi i quadricicli non sono classificati con le tradizionali “stelle” EuroNcap. Diversa anche la velocità di impatto, di soli 50 km/h rispetto ai “soliti” 64 km/h, visto l’utilizzo prettamente urbano di questa tipologia di veicoli. Nessuno dei mezzi testati ha comunque raggiunto il 50% del massimo punteggio potenziale.
Ligier e Tazzari sono stati i meno performanti nell’impatto frontale: per la rottura della copertura sopra il guidatore o del sedile, in caso di incidente il conducente sarebbe esposto a gravi rischi di infortunio. La struttura di Club Car si è praticamente distrutta nel test dell’impatto frontale. Renault Twizy – l’unico con airbag – offre una protezione migliore, ma la struttura rigida e il comportamento del sistema di ritenuta ne compromettono fortemente la sicurezza.
In mancanza di crash test obbligatori per l’omologazione, EuroNcap richiama i costruttori di quadricicli a maggiori investimenti per la protezione offerta da questi mezzi, integrando gli equipaggiamenti standard con i più comuni dispositivi di sicurezza oggi presenti a bordo di tutte le auto.