Londra – Una trimestrale da fare ingrigire i capelli ai membri del suo board, quella archiviata da British Airways, pronta alla fusione con la spagnola Iberia, che dà la colpa delle difficoltà subite all’impennata del prezzo del petrolio e alla debolezza dell’economia mondiale.
«Ci troviamo di fronte al peggior scenario che il settore abbia mai affrontato – ha spiegato il ceo Willie Walsh – La combinazione di prezzi del petrolio a livelli mai visti in precedenza, del rallentamento economico e di una più debole fiducia dei consumatori hanno portato a profitti sostanziosamente più bassi nel trimestre».
In sostanza l’utile netto nel primo trimestre fiscale per il vettore britannico è stato di 27 milioni di sterline, in diminuzione del 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I costi per il carburante nel periodo sono saliti del 49%. Il fatturato nel periodo è salito del 2,8% a 2,26 miliardi di sterline, ma il gruppo ha tagliato le stime di crescita per i prossimi mesi, portandole dal 4% al 3%. (ore 14:34)