Bologna – E' tutto in rosso il bilancio dei consumi e della spesa per benzina e gasolio auto nei primi cinque mesi del 2014. I consumi accusano un calo del 2% accompagnato da contrazioni del 4% per la spesa, dell'1,4% per le imposte e del 7,3% per la componente industriale, cioè per la parte che va ad industria petrolifera e distributori. Secondo il Centro Studi Promotor il calo dei consumi non è coerente con l'inversione di tendenza che sembra essersi delineata per le vendite di autovetture e autoveicoli commerciali ed industriali, ma è coerente con l'andamento di produzione industriale e prodotto interno lordo che indicano che la caduta dell'attività economica si è arrestata, ma non vi è ancora ripresa.
Il bilancio in rosso dei primi cinque mesi del 2014 di benzina e gasolio per autotrazione acquista però una valenza particolarmente negativa se lo si analizza nel quadro dell'andamento degli ultimi anni. I consumi di benzina e gasolio auto avevano subìto una modesta contrazione già nel 2007 (-0,2%), cioè nell'anno che ha preceduto la crisi. Con il manifestarsi delle difficoltà economiche il calo dei consumi di benzina e gasolio auto si è fatto però significativo tanto che l'ultimo dato annuale, cioè quello del 2013, è inferiore di ben il 21% al dato dell'ultimo anno in crescita, che è il 2006.
Di fatto i consumi di benzina e gasolio auto tra il 2006 e il 2012 sono passati da 47,7 a 38,9 miliardi di litri con un calo del 18,3%. La spesa è invece salita da 57,6 a 67,4 miliardi di euro (+17%), la componente fiscale è salita da 31,9 a 36,5 miliardi di euro (+14,5%) e la componente industriale è passata da 25,7 a 30,9 miliardi di euro (+20%). In sintesi dal 2006 al 2012 i consumi di benzina e gasolio auto sono crollati, ma spesa, componente fiscale e componente industriale sono aumentate. Nel 2013, la situazione è però cambiata: non sono calati solo i consumi, ma anche la componente industriale (-9,6%), la spesa (-5,9%) e pure il gettito per l'Erario (-2,7%).
Questa situazione in cui tutti perdono caratterizza anche i primi cinque mesi del 2014. Sulla caduta dei consumi di carburanti auto degli ultimi anni ha certamente influito il quadro economico, ma è innegabile che un forte impatto negativo lo hanno avuto i prezzi spinti verso l'alto soprattutto dalla componente fiscale. Se si considera infatti l'ultimo confronto ufficiale in ambito UE, l'Italia è il Paese in cui il prezzo della benzina è più elevato, mentre per il gasolio siamo superati soltanto dal Regno Unito. La colpa di questa situazione è esclusivamente del Fisco. Rispetto alla media Ue, il prezzo della benzina è infatti più alto di 26,1 centesimi dei quali 24,2 centesimi per maggiori imposte e soltanto 1,8 centesimi per un maggior prezzo industriale. Per il gasolio lo scarto della media UE è di 25,1 centesimi di cui 24,7 per maggiori imposte e 0,5 per maggior prezzo industriale.
<<E' del tutto evidenteafferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotorche l'eccessiva tassazione su benzina e gasolio auto, non solo è una forte remora alla ripresa dell'economia, ma dalla fine del 2012 incide negativamente anche sul gettito fiscale. Si è cioè già verificato l'effetto Laffer, cioè l'effetto che si ha quando l'aumento della tassazione influisce tanto negativamente sui consumi da far calare il gettito. E' quindi necessario che il Governo intervenga riducendo le accise su benzina e gasolio auto, non solo per rilanciare l'economia, ma pure per sostenere il gettito e ciò anche perché i prezzi dei carburanti sono di nuovo in tensione per la crisi irachena>>.