Torino – All’assemblea, l'ultima a Torino,  erano presenti 1.233 azionisti. I maggiori soci la Ga Sapaz, che tramite Exor detiene il 30,04% di Fiat, Baillie Gifford and Co con il 2,64% del capitale, Vanguard International Growth Fund (2,43%), Norges Bank (2,15%) e People Bank of China (2%).  Dal prossimo anno le riunioni del cda si terranno a Londra. Torino rimarrà il quartier generale delle attività europee del Gruppo, l’assemblea degli azionisti di Fca sarà, invece, ad Amsterdam e verrà trasmessa in streaming.
Ma <<in Italia, dove la nostra storia è iniziata, vogliamo continuare ad essere protagonisti attivi>>, ha detto il presidente John Elkann, erede del senatore Giovanni Agnelli che l’11 luglio del 1899 firmò a palazzo Bricherasio l’atto di nascita dell’azienda. Elkann ha confermato tutti gli impegni come peraltro dimostrano i recenti investimenti a Torino, dal nuovo centro direzionale a Mirafiori allo sviluppo dello stabilimento Maserati a Grugliasco. <<Ho letto in questi giorni su alcuni giornali che la mia famiglia sarebbe “stanca” e che vedrebbe di buon occhio un disimpegno per dedicarsi ad attività meno faticose o meno rischiose. Voglio confermare qui oggi l’impegno mio personale e della famiglia per continuare a sostenere Fca, a maggior ragione ora che si profilano all’orizzonte grandi opportunità>>.
John Elkann ha annunciato l’approvazione della fusione tra Fiat e Chrysler. Dalle nozze tra il colosso di Torino e quello di Detroit è nato Fca, il settimo gruppo automobilistico mondiale.  Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles quando la fusione sarà operativa sarà così composto: John Elkann, Sergio Marchionne, Andrea Agnelli, Tiberto Brandolino D’Adda, Glenn Earle, Valerie A. Mars, Ruth J. Simmons, Ronald L. Thompson, Patience Wheatcroft, Stephen M. Wolf, Ermenegildo Zegna. 
<<Fiatha detto Elkannè una società tra le più innovative e la componente italiana è da oltre 20 anni che non riusciva ad esprimere prodotti come Maserati Quattroporte e Ghibli. Sono orgoglioso, come presidente di Fiat e come ingegnere, di fare parte di questa società e dei prodotti che facciamo e di quelli che faremo in futuro e che sono molto ambiziosi>>. 
Da parte sua l'a.d. Sergio Marchionne, ha aggiunto: <<Grazie all’inteso lavoro degli ultimi cinque anni, ora siamo pronti a compiere il salto di qualità. Ci sono aspetti emotivi collegati all’operazione, al fatto di cambiare nome e sede legale ma il progetto da cui nasce Fiat Chrysler Automobiles apre un futuro nuovo per la nostra azienda dandole, anche dal punto di vista societario, una statura internazionale, oltre che prospettive di crescita solide e concrete>>. Marchionne ha anche ricordato che l’obiettivo è di fare, in cinque anni, di Fca un’azienda con ricavi superiori a 130 miliardi di euro, un utile operativo di circa 9 miliardi di euro, che è tre volte quello dell’anno scorso e un utile netto di circa 5 miliardi di euro, più di cinque volte quello dell’anno scorso. <<Ci siamo posti il traguardo di 7 milioni di vetture vendute all’annoha detto Marchionneaprendoci la possibilità di guadagnare almeno un’altra posizione nella classifica globale dei principali costruttori di automobili. Le nostre vendite saranno distribuite in modo bilanciato nelle quattro aree geografiche, con una presenza significativa anche in Asia>>. 
Parlando del mercato italiano, Marchionne ha detto di sperare che <<il governo non decida incentivi per il settore auto. Non voglio incentivi perché drogano il mercato. Non chiediamo niente ma non vogliamo ingerenze nel mercato. Lasci che il mercato vada dove vuole. Stiamo attrezzando Mirafiori per produrre il suv Maserati Levante. Dovrà uscire a fine 2015. Stiamo facendo gli ultimi calcoli>>.