Roma – Dopo la denuncia presentata dal Codacons contro Alitalia (nella quale si ipotizzava sul dissesto della compagnia di bandiera i reati di malversazione e truffa per il conseguimento di illecite erogazioni pubbliche), la Procura della Repubblica di Roma ha deciso di aprire, pur senza ipotizzare alcun reato al momento, un fascicolo per approfondire alcuni aspetti dell’esposto ed in particolare quello riguardante gli emolumenti percepiti dagli amministratori delegati.
Nello specifico la denuncia fa riferimento al compenso percepito da Maurizio Prato che <<in cinque mesi avrebbe raccolto 326.414 euro guadagnando 2.170 euro al giorno>>, ma compensi maggiori erano stati riconosciuti al suo predecessore Giancarlo Cimoli che soltanto nel 2006 avrebbe percepito 1 milione 536 mila euro, pari a 6.400 euro al giorno con il bilancio di Alitalia che subiva perdite per 626 milioni di euro.
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e dal Pm Stefano Pesci al momento, comunque, escludono l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta che pure viene delineata nella denuncia del Codacons.
Un altro degli aspetti della denuncia fatta dal Codacons al vaglio della Procura di Roma, e per i quali l’associazione dei consumatori ipotizza i reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis) e malversazione (art. 316 bis), riguarda i prestiti e i finanziamenti concessi da 15 anni alla compagnia di bandiera. Nell’esposto si fa riferimento, ad esempio, dopo il ritiro dell’offerta Air France-Klm, al prestito ponte “promesso dal governo italiano” e al prestito formalizzato da un decreto legge del 27 maggio 2008 <<con cui il governo prima aveva concesso alla società di aviazione civile un prestito di 300 milioni di euro e, successivamente, dava ad Alitalia la facoltà di imputare l’importo del prestito in conto capitale>>. Nella denuncia si ricorda anche l’inchiesta aperta dalla Commissione europea nella quale si ipotizzano presunti aiuti di Stato contrari alle regole dell’Unione in materia di concorrenza e la serie di ricapitalizzazioni a cominciare da quella del ’98 (governo Prodi) per tremila miliardi di lire. Seguono quelle del 2002 (governo Berlusconi) con un aumento di capitale per 1.432 milioni di euro. Ancora nel 2004 (governo Berlusconi) un prestito ponte di 400 milioni di euro, nel 2005 <<un aumento di capitale per un miliardo e sei milioni di euro con il ricorso al mercato obbligazionario per oltre 500 milioni, con una promessa di utile nel 2006 sebbene quell’esercizio si sia chiuso in rosso per 626 milioni di euro>>. (ore 14:00)