Roma – Nonostante inopinabili ragioni porterebbero le Case automobilistiche alla progressiva eliminazione delle cosiddette “supercar”, l’affetto degli automobilisti verso queste pantere della strada resta pressoché inalterato.
A fare sognare sono sempre le linee mozzafiato, aggressive, aerodinamiche, il rombo possente dei motori e soprattutto la ferrea convinzione che acquistare un “bolide” è una sorta di must, il simbolo della realizzazione dell’automobilista “possidente”.
E’ un “To cock a snook”, per dirla all’inglese e volere indicare il nostro marameo, un gesto che spiega meglio di qualsiasi trattato perché le supercar sportive sono più desiderate e vendute che mai.
Il perfezionamento tecnico ossessivo applicato da aziende come la Ferrari (si pensi alle performance, ma anche alla perfetta rifinitura e all’elevatissima qualità di una 599 Fiorano) ha reso sempre più desiderabili queste auto da sogno.
Auto come le Macerati Granturismo e Quattroporte sono piacevoli da guidare, hanno classe e piacciono, come conferma la costante ascesa delle vendite che lascia prevedere per quest’anno il superamento del notevole risultato (7.496 auto vendute) del 2007. Le supersportive di lusso non sono solo un goliardico, costoso, raffinato sberleffo, ma anche una grande dimostrazione della capacità di produrre fascino che mette ancora la vecchia Europa davanti al resto del mondo, alla faccia di cinesi, coreani & Co. (ore 17:00)

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