Audi, la trazione integrale quattro si unisce alla tecnologia ultra

La nuova trazione quattro ultra unisce dinamicità e sicurezza ad un’elevata efficienza. Il sistema debutterà nella produzione in serie a metà 2016 in una prima variante sulla nuova Audi A4 allroad quattro.

nuova A4 allroad quattro con cambio S tronic

Con circa sette milioni di auto a trazione integrale prodotte in 36 anni, quattro incarna una storia di successo senza eguali per Audi, iniziata nel 1980 quando questa tecnologia ha debuttato sulla Ur-quattro. La trazione quattro è oggi disponibile per ogni modello della gamma, a partire dalla compatta S1, e nel 2015 più del 40% di tutti i clienti Audi ha scelto proprio un modello con trazione integrale quattro (la Q5 guida la classifica con oltre 260.000 unità).

È dunque arrivato il momento per Audi di un aggiornamento della sua tecnologia di punta, per fare un nuovo grande passo: la trazione quattro in abbinamento alla tecnologia ultra.

L’obiettivo di questo abbinamento tecnologico è quello di offrire una soluzione integrale più efficiente, in cui trazione e comportamento dinamico non lascino percepire alcuna differenza rispetto ai sistemi integrali permanenti e ancora più avanzata grazie all’aiuto di una sensoristica ampliata in grado di monitorare costantemente i dati circa la dinamica, le condizioni stradali e il comportamento di guida. Il risultato è una trazione quattro sempre pronta ad entrare in funzione a seconda delle esigenze.

Il primo modello della nuova generazione quattro sarà, a metà anno, la nuova A4 allroad quattro con cambio S tronic. La nuova tecnologia sarà poi introdotta in altri modelli con motore longitudinale anteriore e cambi manuali o S troni.

ECCO COME FUNZIONA LA TRAZIONE QUATTRO ULTRA
Ogni attivazione e disattivazione seguono differenti logiche. L’elettronica quattro è collegata a numerose centraline e ogni 10 millisecondi il sistema analizza dati diversi tra loro come, per citarne alcuni, angolo di sterzata, accelerazione trasversale e longitudinale e coppia del motore.

L’attivazione della trazione integrale può essere di tre tipi: proattiva, predittiva e reattiva. Il livello proattivo si basa sui dati forniti dai sistemi collegati in rete nell’auto da cui la centralina rileva per esempio il punto in cui, durante la marcia in curva a velocità elevata, la ruota anteriore interna raggiunge il limite di aderenza. La centralina effettua questo calcolo con un anticipo di circa mezzo secondo. Se la ruota registra un grado prestabilito del limite di aderenza, la trazione integrale viene attivata.

Nel livello predittivo la centralina prende in considerazione soprattutto lo stile di guida, lo stato dell’ESC, la modalità drive select impostata e il riconoscimento del rimorchio. Infine, nel livello reattivo, molto meno frequente, il sistema reagisce a cambiamenti improvvisi del coefficiente di attrito, che si verificano per esempio quando gli pneumatici passano dall’asfalto asciutto a una lastra di ghiaccio.

Grazie al collegamento in rete tra la trazione quattro e il sistema
Audi drive select, chi guida ha la possibilità di personalizzare le caratteristiche della trazione integrale. Nella modalità auto del drive select si ha la migliore trazione possibile e un comportamento equilibrato. Nella modalità dynamic la ripartizione della coppia sull’assale posteriore viene anticipata e aumentata, in modo da poter migliorare la dinamica, in particolare in presenza di bassi coefficienti di attrito. La gestione selettiva della coppia sulle singole ruote, una funzione software dell’ESC, ottimizza la maneggevolezza frenando leggermente le ruote interne alla curva.