Non parlano (la maggior parte), ma si fanno sentire. Non compaiono nei titoli di coda, ma in certi casi sono loro le vere protagoniste del film. Molte si sono fissate nell’immaginario collettivo in modo indelebile, associate ad un personaggio o ad un film ben preciso. Spesso non ne sappiamo il nome, ma sappiamo riconoscerle al solo rumore e le avremmo volute guidare almeno una volta nella vita. Difficile stilare una gerarchia d’importanza e per non privilegiarne nessuna, l’unico modo per ricordarle è quello di seguire l’ordine alfabetico.
Forse è una delle auto più accessoriate che si siano viste, lussuosa quanto cattiva: è l’Aston Martin DB5 del 1964, la più famosa delle auto del più famoso agente segreto, James Bond, protagonista in 5 pellicole della saga di 007. Con paraurti estensibili, mitragliatrice Browning calibro 30, vetri e schermo posteriore antiproiettile, radio, telefono e radar nascosti nel cruscotto, sedile passeggero e tetto eiettabili, lame estensibili nei perni delle ruote, generatore di fumo, targa intercambiabile è stata protagonista con Sean Connery in Missione Goldfinger e Operazione tuono, con Pierce Brosnan in Goldeneye e Il domani non muore mai, ed infine a fianco dell’attuale 007, Daniel Craig, in Casinò Royale.
Sfrecciava per le strade di New York a sirene spiegate e non si trattava di un inseguimento poliziesco, bensì dell’immediato intervento di Ray, Peter, Egon e Winston, meglio noti come Ghostbusters, alla guida della loro Ecto-1, una Cadillac Ambulanza Miller-Meteor Futura del 1959.
La trasposizione per il grande schermo del celeberrimo cartone animato degli anni ’80, Transformers, riporta in auge un mito degli anni ’70: la Chevrolet Camaro. La protagonista del film, infatti, è la stessa del 1977 che poi, in virtù della sua “trasformazione”, mostrerà caratteristiche della concept 2006/2007 vista ai più importanti saloni automobilistici mondiali, anticipazione della nuova Camaro in arrivo nel 2009.
L’auto ideale per chi è sempre in ritardo e avrebbe bisogno <<di un po’ più di tempo>> non può che essere la Delorean Dmc-12 dell’81, l’auto trasformata nella trilogia di Ritorno al futuro da “Doc” in una macchina del tempo con sistema di propulsione atomica. Nella sceneggiatura originale la macchina del tempo doveva essere un frigorifero, ma la produzione decise di cambiare veicolo per timore di emulazioni delle imprese del protagonista Marthy (Michael J. Fox) da parte dei bambini. Una decisione che ha creato un mito senza tempo.
È una delle automobili più utilizzate nel cinema, ma la versione che tutti abbiamo in mente è arancione, bandiera sudista sul tetto e scritta “

Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.

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