60 anni di inalterato appeal e simpatia per la 2 CV, la “mitica” Petite Citroën che continua a mietere “vittime” del suo fascino anche oggi quando orgogliosamente attempata e più attuale che mai, in un epoca dove il retrò è diventato un must, sfila per le strade di tutto il mondo.
 Grazie alla sua concezione semplice e poco dispendiosa che riunisce le ultime evoluzioni tecnologiche dell’epoca, la 2 CV ha rivoluzionato l’industria automobilistica ma anche la società, inaugurando l’era delle vetture poco costose, popolari e polivalenti.
La vettura più amata del Double Chevrons nacque nel 1935 ad opera di Pierre Boulanger, amministratore delegato di Citroën, che intuì il profilarsi di un mercato di massa per l’automobile.
Nel maggio del 1936, Boulanger da il via al programma T.P.V. (Très Petite Voiture), basandosi su alcuni studi di forma eseguiti l’anno precedente da Flaminio Bertoni.
Le disposizioni di Boulanger sono semplici e, nel contempo, rivoluzionarie. La nuova vettura, di concezione particolarmente economica, dovrà essere in grado di trasportare “quattro passeggeri ed un sacco di patate a 60 chilometri all’ora con un consumo di tre litri per cento chilometri”. Le sospensioni dovranno permettere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle e la vettura deve essere concepita in modo semplice per permettere ai contadini di utilizzarla. Boulanger pretese inoltre che fosse possibile entrare a bordo con il cappello in testa.
La direzione del progetto viene affidata allo stesso Bretoni – che in una notte ne ha realizzato la linea – per la parte estetica ed a André Lefèbvre, ingegnere meccanico, per quella meccanica.
Nacque così la TPV una vettura senza paragoni (il nome 2CV apparirà solo nel 1948), pensata com’è per offrire il massimo di comfort e di abitabilità con il minimo di consumi.
I prototipi del 1939 della Citroën 2CVAgli inizi del 1939 i primi due prototipi funzionanti sono pronti per essere esposti al Salone di Parigi, mentre inizia la produzione di 250 esemplari per le prove d’affinamento. Il conflitto mondiale interromperà il progetto che verrà ripreso nell’immediato dopoguerra. La leggenda narra che proprio Boulanger si mise alla guida della T.P.V., con tanto di cappello in testa, e fece un’andata e ritorno sulle zolle di un campo appena arato. Disceso dalla vettura controllò lo stato delle uova nel paniere e ne bevve anche una, forse al fine di controllare che non fossero uova falsificate.
2CV degli anni ’80Conclusa la lunga parentesi bellica (durante la quale Boulanger aveva fatto “sparire” i prototipi demolendoli e nascondendone alcuni in un’azienda agricola), il cammino evolutivo della 2 CV riprende per arrivare ad essere esposta in forma definitiva al Salone di Parigi del 1948.